Maledetto raffreddore. Non c'è rimedio che lo faccia passare

Efficacia sotto esame

Maledetto raffreddore. Non c'è rimedio che lo faccia passare

I farmaci danno piccoli benefici negli adulti e nessuno nei bambini. L'unica strategia è l'attesa
redazione

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Uno studio ha passato in rassegna i rimedi per il raffreddore negli adulti e nei bambini. Nessuno è promosso in pieno. Ma, mentre per i grandi c'è qualcosa che può alleviare i sintomi, per i bambini è meglio limitarsi ai lavaggi nasali

Pacchi di fazzoletti e un po’ di pazienza. Di questo e solo di questo hanno bisogno i genitori in cerca di rimedi efficaci per il raffreddore dei figli. 

Sì, perché secondo uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal quando il naso cola c’è solo una cosa da fare: aspettare che smetta. 

I ricercatori invitano pertanto i papà e le mamme dei bambini al di sotto dei 6 anni a rinunciare in blocco a tutte le soluzioni che meticolosamente passano in rassegna quando i piccoli cominciano a starnutire, a partire dai decongestionanti nasali. Non c’è infatti alcuna prova della loro efficacia e la loro sicurezza non è del tutto ancora certa. Ma dalla lista delle opzioni terapeutiche andrebbero eliminate molte altre voci, come le inalazioni di vapore, gli oli di eucalipto o di echinacea, gli strofinamenti di pomate sul petto, le vitamine. Nessuno di questi interventi infatti ha dimostrato di ottenere evidenti benefici.  

Gli autori dello studio sostengono che non si dovrebbero dare farmaci antistaminici a bambini al di sotto dei 6 anni e che bisognerebbe prescriverli con cautela nei giovani tra i 6 e i 12 anni. 

«Non c’è prova del fatto che questi trattamenti siano in grado di alleviare i sintomi del raffreddore, mentre possono causare eventi avversi come sonnolenza e disturbi gastrointestinali. Nei bambini al di sotto dei 2 anni sono stati associati a convulsioni, aumento del battito cardiaco e morte». 

Se proprio un genitore non riesce a stare con le mani in mano di fronte al naso del figlio che cola è meglio limitare il più possibile i danni. «Se i genitori sono preoccupati per il disagio dei figli, si può usare in modo sicuro la soluzione fisiologica, anche se potrebbe non fornire il sollievo sperato». 

In questo ambito terapeutico in cui regna l’incertezza, c’è solo un dato sicuro: l’unica terapia in grado di bloccare un naso che cola è il tempo, generalmente si tratta di 7 o 10 giorni.  Nei bambini questa attesa viene richiesta da 6 a 8 volte all’anno, mentre negli adulti da 2 a 4. 

Clicca sull'immagine per ingrandire. Fonte: BMJ 2018;363:k3786

Adulti, che invece hanno qualche speranza di sollievo (minimo c'è da dire) dalle terapie disponibili. 

Le evidenza suggeriscono che il ricorso ai decongestionanti nasali da soli o in combinazione con antistaminici o analgesici per 3 o 7 giorni ha un effetto minimo sui sintomi del raffreddore. Non solo: il rischio di eventi avversi supera i benefici. Insonnia, mal di testa, sonnolenza, mal di stomaco sono gli effetti collaterali più frequenti. Ma esiste anche il pericolo della beffa: i decongestionanti possono infatti scatenare congestioni croniche difficili da curare. 

Paracetamolo e antinfiammatori possono dare sollievo dai dolori ma non ci sono prove che dimostrino la loro efficacia nel ridurre la congestione nasale. 

Clicca sull'immagine per ingrandire. Fonte: BMJ 2018;363:k3786

Di fronte a un paziente che chiede una cura per il proprio raffreddore il medico non ha quindi molte armi a sua disposizione. Può solamente rassicurarlo dicendogli che il raffreddore è provocato da virus la cui azione svanisce in modo naturale nell’arco di pochi giorni. 

«Bisogna spiegare che non ci sono pallottole magiche per alleviare i sintomi - concludono i ricercatori - e che veramente pochi farmaci da banco sono sostenuti da prove scientifiche».