Malnutrizione, malattia nella malattia dei pazienti oncologici

Medicina

Malnutrizione, malattia nella malattia dei pazienti oncologici

di redazione

Già alla prima visita oncologica, cioè prima di cominciare le cure antitumorali, un paziente su dieci (il 9%) si presenta in uno stato di malnutrizione. E se quasi un terzo (30%) degli italiani con una pregressa diagnosi di cancro può dirsi guarito, uno su cinque non riesce a superare la malattia per le conseguenze della malnutrizione.

Sull’avanzamento delle linee di indirizzo ministeriali sulla nutrizione clinica e sui modelli organizzativi regionali per la loro applicazione si sono confrontati giovedì 7 marzo a Roma pazienti, medici e istituzioni nell'incontro promosso da Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia) con il patrocinio di Sico, Sinpe e Sinuc e il contributo non condizionato dell’Associazione Nutrizione Medica - Unione Italiana Food.

«Nei malati oncologici la malnutrizione, che viene non a caso definita come “malattia nella malattia”, è ancora più grave poiché spesso non diagnosticata – sottolinea Francesco De Lorenzo, presidente Favo - e può seriamente compromettere il buon esito e il proseguimento delle terapie antitumorali, come anche la vita stessa dei pazienti. È quindi di vitale importanza che la malnutrizione venga riconosciuta sin dall’inizio del percorso di cura. Ciò perché la malnutrizione è prevenibile e reversibile attraverso un adeguato supporto nutrizionale. È pertanto necessario che i malati ne siano ben consapevoli attraverso l’accesso a strumenti informativi, validati dal punto di vista scientifico ma chiari e semplici».

Non per caso l'incontro è stato l'occasione per presentare la quarta edizione del libretto “La nutrizione nel malato oncologico” di Aimac (Associazione italiana malati di cancro) insieme all’app Nutrient, che forniscono informazioni e consigli pratici sugli aspetti nutrizionali rilevanti nel percorso terapeutico. «La gestione della nutrizione clinica negli ospedali italiani – spiega il Paolo Pedrazzoli, direttore dell'Oncologia al S. Matteo di Pavia – è ancora molto disomogenea. A fronte di circa 400 mila nuove diagnosi di tumore in Italia all’anno con un incidenza di malnutrizione elevata fin dalle prime fasi di malattia, è evidente l’urgenza di implementare percorsi assistenziali di nutrizione clinica introducendo servizi dedicati negli ospedali o nelle reti territoriali dove sono presenti reparti di oncologia».

Per i pazienti oncologici «è indispensabile» la «completa attuazione dell’accordo Stato Regioni sulle Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici – sostiene Maurizio Muscaritoli, presidente della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo – in maniera omogenea su tutto il territorio italiano. Non possiamo che richiedere alle autorità preposte di vigilare sulla loro applicazione e mettere in campo azioni correttive laddove se ne ravvisasse la necessità».

L’Accordo Stato-Regioni del dicembre 2017 impone a Regioni e Aziende sanitarie di garantire al malato di cancro la valutazione tempestiva dello stato di nutrizione e la corretta gestione terapeutica della malnutrizione. «L’implementazione delle raccomandazioni ministeriali sul territorio garantirebbe ai pazienti oncologici di essere anzitutto diagnosticati per malnutrizione – assicura Riccardo Caccialanza, responsabile dell'Area oncologica della Sinpe e direttore dell'Unità di Dietetica e nutrizione clinica al San Matteo di Pavia – e di essere presi in carico da specialisti della nutrizione che sappiano soddisfare i fabbisogni nutrizionali in base alle condizioni cliniche e alle terapie in corso».