Melanoma avanzato. Dopo l’asportazione del tumore, pembrolizumab previene la recidiva

Farmaci

Melanoma avanzato. Dopo l’asportazione del tumore, pembrolizumab previene la recidiva

redazione

Pembrolizumab, terapia immuno-oncologica anti-PD-1, riduce del 43% il rischio di recidiva o morte dopo resezione chirurgica del melanoma ad alto rischio in stadio stadio III. 

È questo il risultato principale dello studio di fase III EORTC1325/KEYNOTE-054 che ha esaminato pembrolizumab in terapia adiuvante (cioè somministrato dopo l’intervento chirurgico) nei pazienti operati per un melanoma ad alto rischio in stadio III.

Nel trial, pembrolizumab ha significativamente prolungato la sopravvivenza libera da recidiva, riducendo il rischio di recidiva o morte del 43% rispetto a placebo; in particolare, il tasso di sopravvivenza libera da recidiva a un anno è risultato pari al 75,4% con pembrolizumab contro il 61% con placebo. 

Ancora migliori risultati si sono osservati nei pazienti i cui tumori erano considerati PD-L1 positivi.

I risultati sono stati presentati nella sessione plenaria del congresso annuale dell’American Association for Cancer Research (AACR) in corso a Chicago e contemporaneamente pubblicati sul New England Journal of Medicine

Nel 2017 in Italia sono stati stimati 14 mila nuovi casi di melanoma, un tumore della pelle in costante aumento, soprattutto fra i giovani. «Si tratta di uno studio importantissimo che ha dimostrato la riduzione del rischio di morte e di sviluppo di recidive nel 43% dei pazienti, nella popolazione globale arruolata»; ha commentato Paolo Ascierto, Direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli. «Anticipare il trattamento del melanoma, dalla malattia in fase metastatica alla fase adiuvante significa che, dopo la chirurgia, abbiamo finalmente la possibilità di ridurre notevolmente il rischio di recidiva e quindi lo sviluppo di malattia metastatica, favorendo la guarigione del paziente. I dati di questo studio sono molto importanti anche perché, per la prima volta, un farmaco anti PD-1 come pembrolizumab si dimostra efficace nello stadio IIIA. Anche per questi pazienti il trattamento immunoterapico ha dimostrato un grande beneficio clinico e questo farà si che, in un prossimo futuro, gli studi si concentreranno anche su stadi sempre più precoci di malattia». 

«EORTC [l’Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del Cancro, n.d.r+ è orgogliosa di aver collaborato con MSD in questo importante studio che ha mostrato una significativa sopravvivenza libera da recidiva nell’intero stadio III del melanoma», ha detto Alexander Eggermont, primo autore dello studio, direttore generale del Gustave Roussy Cancer Institute e professore di oncologia all’Università di Paris-Saclay. 

Pembrolizumab è la prima terapia anti-PD-1 a mostrare un beneficio in termini di sopravvivenza libera da recidiva nel melanoma operato di stadio IIIA (con metastasi linfonodali > 1 mm), IIIB e IIIC.