Melanoma: buoni risultati da una target therapy di nuova generazione

Farmaci

Melanoma: buoni risultati da una target therapy di nuova generazione

redazione

In pazienti con melanoma localmente avanzato non operabile o metastatico con mutazioni a carico del gene BRAF, l’associazione encorafenib e binimetinib raddoppia l’aspettativa di vita rispetto a vemurafenib (facendola passare dal 16,9 a 33,6 mesi). Inoltre, la  sopravvivenza libera da progressione dei pazienti in trattamento con l’associazione di encorafenib e binimetinib è di 14,9 mesi contro i 7,3 mesi per i pazienti trattati con vemurafenib.

Sono questi i dati principali dello studio di fase III COLUMBUS presentato nel congresso dell’American Society of Clinical Oncology in corso a Chicago.

«Siamo lieti di presentare all’ASCO questi dati, che confermano le precedenti analisi dei dati dello studio COLUMBUS e rafforzano ulteriormente la nostra convinzione che encorafenib e binimetinib possano rappresentare una nuova promettente opzione terapeutica per i pazienti con melanoma BRAF-mutato avanzato», ha affermato l’autore principale dello studio Reinhard Dummer dell’Università di Zurigo e vicepresidente del Dipartimento di Dermatologia dell’Ospedale Universitario di Zurigo. 

Encorafenib e binimetinib sono piccole molecole inibitorie rispettivamente di BRAF e MEK, due protein-chinasi coinvolte in diverse attività cellulari chiave, tra cui la proliferazione, la differenziazione, la sopravvivenza e l'angiogenesi. 

«Si tratta di una target therapy di nuova generazione, con un profilo farmacodinamico più favorevole rispetto alle altre combinazioni e che associa agli ottimi risultati di efficacia un profilo di sicurezza migliore: meno febbre e meno fotosensibilità», precisa Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e Direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli.