Melanoma metastatico: con pembrolizumab la metà dei pazienti è vivo a 3 anni

Asco 2017

Melanoma metastatico: con pembrolizumab la metà dei pazienti è vivo a 3 anni

redazione

Dopo quasi tre anni (33,9 mesi) di trattamento, il 50% dei pazienti trattati con pembrolizumab è vivo rispetto al 39% dei pazienti che ricevono ipilimumab. Inoltre, pembrolizumab raddoppia il tasso di sopravvivenza libera da progressione (31% rispetto al 14%) e le risposte obiettive hanno raggiunto il 42% con pembrolizumab rispetto al 16% con ipilimumab. 

Sono i dati dello studio di fase III KEYNOTE-006 ha coinvolto 834 pazienti colpiti da melanoma in stadio III inoperabile o IV avanzato non trattati in precedenza o che avevano già ricevuto una terapia in prima linea. 

I risultati sono stati presentati nel corso 53° congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) e confermano i benefici a lungo termine dell’immunoterapia nel melanoma.

«La metà dei pazienti è vivo dopo quasi tre anni: si tratta di un risultato molto importante che conferma il miglioramento della sopravvivenza con pembrolizumab e i benefici di questa molecola nel trattamento del melanoma in fase avanzata», ha commentato Paolo Ascierto, direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli. 

«È stata anche condotta una sottoanalisi per valutare l’outcome dei pazienti (104) che avevano completato i due anni di trattamento: in questa sottopopolazione, dopo un follow-up mediano di 10 mesi dalla sospensione, il 91% dei pazienti non presenta progressione di malattia. Siamo di fronte all’unico dato di sopravvivenza a lungo termine anche dopo l’interruzione di un trattamento con un farmaco immuno-oncologico anti-PD1 in questa patologia. Questi dati sono di fondamentale importanza anche al fine della definizione della durata della terapia, uno dei quesiti più importanti nel trattamento dei pazienti con checkpoints inhibitors. Abbiamo finalmente dei dati in uno studio prospettico di prima linea», ha concluso.

 

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