Mieloma multiplo: conferme per la terapia di mantenimento con lenalidomide

Farmaci

Mieloma multiplo: conferme per la terapia di mantenimento con lenalidomide

redazione

Nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi, la terapia di mantenimento con lenalidomide (Revlimid) dopo il trapianto autologo di cellule staminali, raddoppia il periodo trascorso in salute prima della ricomparsa della malattia e riduce del 25 per cento il rischio di decesso rispetto al placebo o a nessuna terapia di mantenimento.

Sono i risultati di una metanalisi di dati combinati di tre studi di fase III pubblicata sul Journal of Clinical Oncology che ha considerato globalmente i dati di oltre 1.200 pazienti. 

Nel dettaglio, a un follow-up mediano di 79,5 mesi per tutti i pazienti sopravviventi, la sopravvivenza globale mediana non era stata raggiunta per il gruppo trattato con la terapia di mantenimento con lenalidomide rispetto a 86,0 mesi per il gruppo di controllo (equivalente ad una riduzione del 25% del rischio di decesso con la terapia di mantenimento con lenalidomide rispetto a quanto osservato nel gruppo di controllo). 

Complessivamente, il tasso di sopravvivenza a 7 anni è stato del 62% con la terapia di mantenimento con lenalidomide rispetto al 50% del gruppo di controllo. 

Risultati positivi anche sulla sopravvivenza libera da progressione della malattia, che è risultata di 52,8 mesi per il gruppo trattato con lenalidomide e di 23,5 mesi per il gruppo di controllo, con una riduzione del rischio di progressione o decesso del 52% con la terapia di mantenimento con lenalidomide. 

Il virtù di questi dati, la European Society for Clinical Oncology (ESMO) ha riportato i dati di questa meta-analisi nelle Linee Guida di Pratica Clinica 2017 per il trattamento del mieloma multiplo, sottolineando i benefici in termini di sopravvivenza globale della terapia di mantenimento con lenalidomide dopo trapianto di staminali.

«Questi importanti dati confermano le informazioni a supporto della recente approvazione della nuova indicazione di lenalidomide come terapia di mantenimento nei pazienti sottoposti al trapianto», ha afferma Michel Attal, direttore esecutivo dell’Institut Universitaire du Cancer Toulouse Oncopole e Institut Claudius Regaud (Francia) e autore senior dell’articolo (il farmaco è stato infatti approvato nel febbraio scorso come terapia di mantenimento dopo trapianto autologo di cellule staminali dalla Commissione Europea). «La remissione e il controllo a lungo termine della malattia sono gli obiettivi fondamentali del trattamento di pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi. In questo contesto, lenalidomide ha dimostrato di ritardare la progressione della malattia, prolungare il tempo alla somministrazione della successiva linea di trattamento e, in ultima analisi, prolungare la sopravvivenza. Può essere ora considerato come lo standard di cura per questi pazienti».

«Il mieloma multiplo è una malattia devastante. Da quando lenalidomide è stato per la prima volta approvato in Europa nel 2007 per il trattamento del mieloma multiplo, non abbiamo mai smesso di collaborare con la comunità medica per fare in modo che ogni paziente che possa trarre beneficio da questo farmaco, possa realmente farlo sia che si tratti di pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi che di pazienti con recidiva o sottoposti o meno a trapianto. Ogni nuovo studio o analisi rafforza le nostre conoscenze aiutandoci a rendere questa malattia inguaribile una malattia gestibile»m ha aggiunto l’amministratore delegato di Celgene Italia Jean-Yves Chatelan.