Mieloma multiplo: isatuximab mette un freno alla malattia

Farmaci

Mieloma multiplo: isatuximab mette un freno alla malattia

di redazione

L’aggiunta di isatuximab alla terapia standard con pomalidomide e desametasone a basso dosaggio nel trattamento dei pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario prolunga la sopravvivenza libera da progressione della malattia rispetto alla sola terapia standard. 

È quanto emerge dallo studio di fase 3  ICARIA-MM. La sperimentazione, randomizzata, multicentrica, in aperto ha coinvolto 307 pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario afferenti a 96 centri distribuiti in 24 Paesi. Tutti i partecipanti allo studio erano stati trattati in precedenza con due o più terapie anti-mieloma, inclusi almeno due cicli consecutivi di lenalidomide e un inibitore del proteasoma somministrati da soli o in associazione. 

I risultati saranno presentati durante un prossimo congresso medico e costituiranno la base del dossier da sottomettere alle autorità regolatorie nel corso dell’anno.

«Siamo entusiasti di questi risultati, un significativo passo avanti nella nostra ambizione di prolungare la vita dei pazienti con mieloma multiplo», commenta John Reed, responsabile della Ricerca e Sviluppo del Gruppo Sanofi. «Siamo impazienti di interagire con le autorità regolatorie con l'obiettivo di portare questo potenziale nuovo trattamento ai pazienti il più rapidamente possibile».

Il mieloma multiplo è la seconda più comune neoplasia ematologica, con oltre 138.000 nuovi casi all’anno in tutto il mondo. Per quanto negli ultimi anni siano stati fatti enormi progressi nel trattamento della patologia, a oggi l’aspettativa di vita dei malati è di circa 7 anni. 

Isatuximab ha ricevuto la designazione di farmaco orfano per il mieloma multiplo recidivato/refrattario da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense e dall'Agenzia europea del farmaco (EMA).