Le molecole naturali che possono fermare il glaucoma

La scoperta

Le molecole naturali che possono fermare il glaucoma

Nuove speranze dalle lipossine: sono prodotte dall’organismo e hanno un potere neuroprotettivo
redazione

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In esperimenti su topi le lipossine, mediatori lipidici che regolano l’infiammazione, fermano la degenerazione dei neuroni presenti nella retina e nel nervo ottico indispensabili per la corretta visione

Il glaucoma si può combattere dall’interno: molecole naturalmente presenti nel nostro organismo possono fermare la progressione della patologia neurodegenerativa che è la seconda causa di cecità nel mondo.  «Non conosciamo nessun farmaco in grado di fare ciò», hanno commentato gli autori di uno studio sul Journal of Clinical Investigation che riconosce alle lipossine, i mediatori lipidici regolatori dell’infiammazione, la capacità di interrompere la degenerazione delle cellule del ganglio retinico. Il glaucoma è provocato da un aumento della pressione dell’occhio dovuta a un eccessivo accumulo del liquido oculare che provoca danni irreversibili al nervo ottico con conseguente perdita della vista. Ne sono colpite 80 milioni di persone nel mondo. 

I ricercatori dell’University of California di Berkeley hanno osservato nei topi che le lipossine prodotte dagli astrociti fermavano la degenerazione delle cellule del ganglio retinico in animali affetti da glaucoma. Le cellule del ganglio retinico sono i neuroni presenti nella retina e nel nervo ottico indispensabili per la corretta visione perché ricevono le informazioni dai fotorecettori. «Ci siamo concentrati su qualcosa riconosciuta da tutti come anti-infiammatorio e abbiamo scoperto che le stesse piccole molecole giocano un ruolo chiave nella protezione delle cellule nervose. Il che è veramente molto emozionante», commentano i ricercatori.

Più precisamente i ricercatori hanno osservato che gli astrociti, che aiutano a mantenere la funzione del cervello e formano lo strato di fibra nervosa della retina e del nervo ottico, rilasciano alcuni agenti biologici terapeutici conosciuti come lipossine A4 e B4, ma solo quando sono a riposo. 

«È comunemente riconosciuto che gli astrociti attivati dalle lesioni rilascino segnali di stress che uccidono le cellule del ganglio retinico provocando un danno al nervo ottico - spiegano i ricercatori - Ma la nostra ricerca ha scoperto che gli astrociti attivati dalle lesioni spengono nuovi segnali neuroprotettivi che prevengono il danno del nervo ottico». 

I ricercatori sono quindi andati in cerca di questi elementi protettivi presenti negli astrociti a riposo e assenti nella fase di azione. 

Si tratta per l’appunto delle lipossine A4 e B4 la cui presenza è stata individuata  negli astrociti a riposo in colture in laboratorio nella retina e nel nervo ottico degli animali. Per verificare la loro efficacia terapeutica, i ricercatori hanno somministrato le lipossine ai topi otto settimane dopo la comparsa dl glaucoma. Dopo 16 settimane, gli scienziati hanno valutato l'attività elettrica nelle cellule del ganglio retinico dei roditori, scoprendo che la lipossina B4, in particolare, aveva bloccato la degenerazione delle cellule. «Questo piccolo mediatore poco noto - commenta Karsten Gronert, a capo dello studio - ha mostrato la possibilità di rendere reversibile la morte cellulare».

Le case farmaceutiche sono impegnate da decenni nella ricerca di farmaci con potere neuroprotettivo per il trattamento del glaucoma. Qualcuno aveva già individuato il potere antinfiammatorio delle lipossine, ma finora erano sfuggite le loro proprietà neuroprotettive. 

Ora si aprono nuove prospettive sull’impiego delle lipossine come target terapeutico per il glaucoma, ma anche per altre malattie neurodegenerative tra cui Alzheimer e Parkinson.