No al fai da te. Se si assumono anticoagulanti orali chiedere sempre al medico prima di prendere farmaci da banco o integratori

Il rischio

No al fai da te. Se si assumono anticoagulanti orali chiedere sempre al medico prima di prendere farmaci da banco o integratori

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Negli studi clinici gli anticoagulanti orali ad azione diretta hanno dimostrato di essere almeno altrettanto efficaci dei farmaci di più vecchi generazione (per esempio il warfarin) ma molto più sicuri
di redazione

No al “fai da te”. Consultare il medico prima di assumere un farmaco da banco è sempre meglio. Ma per alcune persone è addirittura necessario. È il caso di chi è in terapia con gli anticoagulanti orali ad azione diretta. Questi farmaci (apixaban, dabigatran, edoxaban, rivaroxaban) sono utilizzati nelle prevenzione dell’ictus da pazienti con fibrillazione atriale e hanno un profilo di rischio ormai ben noto e sicuro. Negli studi che hanno portato all'approvazione e in quelli condotti dopo l'immissione in commercio hanno dimostrato di essere almeno altrettanto efficaci dei farmaci di più vecchi generazione (per esempio il warfarin) ma molto più sicuri, oltre che di più facile gestione.

Tuttavia non sono esenti da rischi e possono causare emorragie se assunti in combinazione con altri prodotti farmaceutici, per esempio alcuni comuni antinfiammatori non steroidei (Fans) come aspirina, paracetamolo, ibuprofene, naproxene, oppure alcuni integratori.

Ma i pazienti lo sanno?

È la domanda che si sono fatti gli autori di uno studio appena pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society che ha chiesto a 91 pazienti in terapia con apixaban se fossero a conoscenza dei potenziali rischi derivati dall’assunzione di altri prodotti da banco in concomitanza con l’anticoagulante. 

A tutti i partecipanti è stato domandato in particolare quante volte avessero assunto una serie di farmaci come aspirina, paracetamolo, ibuprofene, naproxene ma anche di integratori come olio di pesce, erbe cinesi, zenzero, tisane mentre assumevano anche apixaban. Ebbene, la maggior parte degli intervistati era totalmente all’oscuro dei pericoli dovuti alle interazioni e il 33 per cento del campione aveva messo a rischio la propria salute assumendo con disinvoltura prodotti che fluidificano il sangue amplificando così gli effetti degli anticoagulanti rischiando di andare incontro ad emorragie.

«Visto che un ampio numero di persone ignora queste interazioni è necessario fornire ai pazienti e ai medici informazioni sui pericoli che possono derivare da queste combinazioni. Inoltre - avvertono i ricercatori - servono più dati sulle conseguenze dell’assunzione di prodotti da banco in concomitanza a terapie» con anticoagulanti ad azione diretta. 

Per i pazienti vale una regola aurea: se in trattamento con questa classe di medicinali meglio non assumere farmaci o integratori senza aver prima chiesto il parere del medico o al farmacista.