Non chiamateli inattivi. Anche gli eccipienti dei farmaci possono scatenare reazioni allergiche

L’avvertimento

Non chiamateli inattivi. Anche gli eccipienti dei farmaci possono scatenare reazioni allergiche

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Lo studio ha trovato 38 ingredienti inattivi noti per provocare razioni allergiche nei farmaci analizzati. Il 92,8% del campione conteneva almeno uno di questi composti.
di redazione

Si trovano all’interno di un farmaco ma non hanno alcun principio attivo, non hanno un effetto né terapeutico, né biologico. Sono i cosiddetti “eccipienti” o composti inattivi che servono per migliorare il sapore del medicinale, facilitarne l’assorbimento o prolungarne l’efficacia allontanando la data di scadenza. Ora, però, si scopre che molti questi ingredienti non sono affatto “inattivi”. I ricercatori del Brigham and Women's Hospital e del Massachusetts Institute of Technology hanno infatti trovato nel 90 per cento dei farmaci orali più diffusi negli Stati Uniti almeno una sostanza capace di scatenare allergie o intolleranze, tra cui lattosio, olio di arachidi, glutine e conservanti chimici. 

Gli autori dello studio, pubblicato su Science Translational Medicine, hanno analizzato circa 355mila ingredienti inattivi contenuti in più di 42mila medicine. Ovviamente tutti questi eccipienti hanno superato i test di sicurezza a livello della popolazione prima di essere stati approvati per il commercio. 

Ma dall’indagine emerge che attualmente ci sono in circolazione molti farmaci potenzialmente rischiosi per persone sensibili a determinate sostanze. 

Gli scienziati hanno trovato 38 ingredienti inattivi noti per provocare razioni allergiche (allergeni). Il 92,8 per cento dei farmaci analizzati conteneva almeno uno di questi composti. E più precisamente: il 45 per cento delle medicine conteneva lattosio, il 33 per cento un colorante alimentare, lo 0,08 per cento conteneva olio di arachidi, presente però in quai tutte le pasticche di progesterone (per lo più la sua presenza è indicata nella confezione). I ricercatori hanno anche individuato nel 55 per cento delle pillole un tipo di zucchero chiamato Fodmap che provoca problemi digestivi nelle persone affette da sindrome del colon irritabile. 

Questi ingredienti possono provocare reazioni avverse di due tipi: allergia, con sintomi acuti come orticaria, difficoltà respiratorie e anafilassi, o intolleranza accompagnata da problemi gastrointestinali. 

«Siamo abituati a chiamare questi ingredienti “inattivi”, ma in molti casi non lo sono. E anche se la dose è bassa, no sappiamo quali sia la soglia tollerata da ogni individuo oltre la quale si scatena la reazione», dicono i ricercatori.

Si prenda il caso del lattosio. Per la maggior parte dei pazienti la dose contenuta nel farmaco è troppo bassa per provocare un disturbo, ma per chi soffre di una grave intolleranza può essere sufficiente a scatenare una fastidiosa reazione gastrointestinale.

I ricercatori sperano che il loro studio serva ad aumentare la consapevolezza del problema e ad avviare riforme nell’iter di approvazione dei medicinali che proteggano i pazienti da farmaci mal tollerati. 

Giovanni Traverso, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica del Mit, autore senior dello studio ricorda il caso di un paziente affetto da celiachia con una reazione avversa all’omeprazolo, un comune antiacido utilizzato per la cura delle ulcere gastriche. Il farmaco conteneva derivati del grano che non erano indicati nell’etichetta ma la cui presenza era stata confermata dalla casa produttrice. 

«Questo episodio mi ha fatto capire quanto poco sappiamo sulle pasticche e sui potenziali effetti negativi che potrebbero avere. Penso che ci sia un enorme sottostima del potenziale impatto che gli ingredienti inattivi potrebbero avere», ha detto Traverso.

Al di là dei casi più eclatanti, potrebbe darsi che il numero di reazioni avverse di entità moderata dovute agli eccipienti sia superiore a quanto finora immaginato.  

Un problema non trascurabile soprattutto per le persone anziane, il 30 per cento delle quali assume almeno cinque pillole al giorno.