Non solo in gravidanza, la carenza di folati è rischiosa per tutti

Lo studio

Non solo in gravidanza, la carenza di folati è rischiosa per tutti

human-chromosome.jpg

Non servono solo per prevenire le malformazioni del feto, i folati svolgono un ruolo fondamentale in ogni fase della vita. Perché mantengono intatti i cromosomi. I danni provocati da livelli bassi non possono più essere riparati
di redazione

A riconoscerne l’importanza sono soprattutto le donne incinte o che programmano una gravidanza. Ma i folati (acido folico, o vitamina B9) hanno un ruolo fondamentale per il benessere dell’organismo di tutti, uomini e donne, in ogni fase della vita. La loro carenza può infatti determinare danni irreversibili. È quanto sostengono i ricercatori dell’Università di Copenaghen, autori di uno studio appena pubblicato su Pnas. Queste sostanze appartenenti al gruppo della vitamina B, note anche come B9, sono infatti coinvolte in un processo cellulare non proprio marginale: preservano intatti i cromosomi garantendo una corretta sintesi del Dna. 

È per questa ragione che le donne incinte devono garantire al feto le giuste quantità di acido folico.  Un apporto insufficiente di folati durante la gravidanza può provocare gravi malformazioni del feto a carico del sistema nervoso centrale, noti anche come difetti del tubo neurale. 

Ma livelli bassi di vitamina B9 sono da scongiurare in ogni caso, non solo nelle donne incinte.

I ricercatori di Copenaghen hanno infatti ricostruito il meccanismo all’origine dei danni neurali al feto scoprendo che quel che accade nell’utero materno avviene anche negli organismi adulti. 

Gli scienziati hanno concentrato la loro attenzione su una parte del genoma dei linfociti di alcuni uomini chiamata Fraxa che contiene la sequenza genica CGG, ma assicurano che i risultati risultati valgono anche per le donne. È stato osservato che la carenza di acido folico provocava anomalie nella divisione cellulare e nelle segregazione dei cromosomi. In particolare, una prolungata esposizione a carenza di acido folico rendeva fragile e instabile il cromosoma X con gravi conseguenze sul processo di divisione cellulare. Le cellule “figlie” infatti ereditavano una quantità errata di Dna con, nei casi più gravi, la mancanza di un intero cromosoma. 

Lo studio danese ha dimostrato quindi che la carenza di folati comporta anomalie cromosomiche più dannose di quanto precedentemente noto.

«La carenza di folati influisce sulla preservazione dei cromosomi - ha spiegato Ying Liu del Center for Chromosome Stability del dipartimento di medicina molecolare e cellulare dell’Università di Copenaghen, a capo dello studio -  Una volta che una cellula ha perso un cromosoma o una sua parte, non può più essere riparata. Cioè, se qualcosa va male nella divisione cellulare, non è possibile risolvere il danno successivamente aumentando il consumo di acido folico. Una volta che il danno è stato fatto, è irreversibile». Non si tratta, insomma, di un inconveniente da poco. 

I ricercatori invitano quindi gli esperti di salute pubblica ad allargare lo sguardo all’intera popolazione perché un deficit di acido folico è rischioso per tutti, non solamente per il feto.  

«È necessario che venga indicato in apposite linee guida il corretto livello di folati nel sangue che la popolazione generale dovrebbe avere. In modo tale, una volta avuto questa informazione,  da sapere se un individuo ha bisogno di un integratore di acido folico per assicurarsi che il livello nel sangue sia sufficientemente alto da permettere alle cellule di riprodurre il Dna in maniera corretta», concludono gli scienziati.

I folati sono contenuti naturalmente in alcuni alimenti come broccoli, spinaci, piselli, funghi, molluschi, banana e melone. In caso di carenza si può ricorrere agli integratori.