Non solo prevenzione. Una dieta ricca di fibre aumenta la sopravvivenza dei pazienti con tumore dell'intestino

A tavola

Non solo prevenzione. Una dieta ricca di fibre aumenta la sopravvivenza dei pazienti con tumore dell'intestino

Bastano 5 grammi di fibre in più al giorno per ridurre del 25% la probabilità di morire per cancro
redazione

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Ciò che si mangia dopo la diagnosi di tumore può fare la differenza. Esiste la possibilità che aumentando l’apporto di fibre si possa effettivamente ridurre il rischio di morire di cancro e forse anche di altre malattie

Le fibre fanno bene all’intestino. Non solo prevengono il cancro ma allungano la vita a chi il cancro ce l’ha. Aggiungendo 5 grammi di fibre al giorno, i pazienti con tumore del colon non metastico possono ridurre del 25 per cento la probabilità di morire a causa del tumore. È quanto sostiene uno studio dell’Harvard Medical School pubblicato su Jama Oncology che per la prima volta valuta l’impatto dell’alimentazione ricca di fibre sulla prognosi della malattia e non sulla prevenzione.

«Ciò che si mangia dopo la diagnosi - afferma Andrew Chan a capo dello studio - può fare la differenza. Esiste la possibilità che aumentando l’apporto di fibre si possa effettivamente ridurre il rischio di morire di cancro e forse anche di altre malattie».

I ricercatori hanno analizzato i dati di più di 1.500 uomini e donne che avevano partecipato a due ampi studi sulla salute della popolazione americana, il Nurses' Health Study e l’Health Professionals Follow-up Study. Tutte le persone reclutate avevano ricevuto una diagnosi di cancro del colon o del retto senza metastasi. 

I ricercatori hanno monitorato, attraverso alcuni questionari, le abitudini alimentari dei pazienti nel periodo successivo alla diagnosi tenendo sotto controllo soprattutto la quantità di fibre assunta. Le informazioni sono state poi confrontate con il numero di decessi per cancro o per altre cause avvenuti in un periodo di osservazione di otto anni: in totale sono morti 773 partecipanti, di cui 174 per cancro del colon retto. 

I pazienti che dopo la diagnosi avevano introdotto nella loro dieta un maggior numero di fibre vivevano più a lungo. Per la precisione, ogni 5 grammi in più di fibre al giorno era associata a una riduzione della mortalità del 18 per cento per cancro del colon-retto e del 14 per cento per tutte le cause.  A contribuire maggiormente all’aumento della sopravvivenza dei pazienti sembrerebbero in particolare le fibre contenute nei cereali integrali. Le fibre delle verdure contribuiscono a una riduzione della mortalità in generale, ma non in particolare per il cancro del colon. E a sorpresa la frutta non ha mostrato alcun vantaggio per i pazienti. Neanche gli integratori hanno effetti paragonabili a quelli delle fibre contenute nelle farine non raffinate. 

Ma perché le fibre sono così salutari? I loro poteri benefici risiedono soprattutto nella capacità di controllare l’insulina e nel ridurre l’infiammazione. 

«Le fibre contenute negli alimenti - spiega Andrew Chan, professore di gastroenterologia al Massachusetts General Hospital di Boston - mantengono in movimento il sistema gastrointestinale, aiutano il mantenimento del peso, aumentano la sensazione di sazietà, combattono il cancro e alimentano miliardi di microbi benefici che vivono nell’intestino».

Alla luce dei risultati ottenuti, i ricercatori non possono fare a meno di chiedere agli oncologi una maggiore attenzione alle diete dei pazienti per assicurarsi di introdurre nell’alimentazione dei sopravvissuti al cancro del colon retto una quantità sufficiente di fibre.