Non sottovalutare i traumi alla testa: possono provocare disfunzioni ormonali

Lo studio

Non sottovalutare i traumi alla testa: possono provocare disfunzioni ormonali

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I ricercatori dell’Università del Texas hanno coniato il termine BIAFAC (Brain Injury Associated Fatigue and Altered Cognition) per descrivere la sindrome post-trauma cranico. 
di redazione

Disfunzioni ormonali, disturbi del sonno, difficoltà di memoria, deficit cognitivi, depressione e spossatezza. Sono le possibili e finora poco esaminate conseguenze a lungo termine di una lesione cerebrale traumatica. A sostenerlo è un gruppo di ricercatori dell’Università del Texas che ha coniato il termine BIAFAC (Brain Injury Associated Fatigue and Altered Cognition) per descrivere la sindrome post-trauma cranico. 

Molti pazienti che hanno subito un trauma con lesione cerebrale mostrano un calo nella produzione dell’ormone Gh. I ricercatori hanno per questo voluto valutare l’efficacia del ricorso a una terapia ormonale sostitutiva per migliorare i sintomi della sindrome Biafac, tra cui deficit cognitivi e problemi di memoria. Sono stat così reclutati 18 pazienti che avevano subito un trauma cranico con bassi livelli di Gh. I partecipanti allo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neurotrauma, sono stati divisi in due gruppi: il primo ha assunto per due anni un farmaco sostitutivo dell’ormone, l’altro un placebo. 

Alla fine del periodo di osservazione sono stati misurati diversi parametri, dalle prestazioni fisiche, al metabolismo a riposo, all’affaticamento, alla qualità del sonno e all'umore. I cambiamenti nella struttura del cervello e nelle connessioni funzionali sono stati monitorati con risonanza magnetica funzionale. 

Dallo studio è emerso che la sostituzione dell’ormone Gh procura una serie di benefici: aumenta la massa magra e diminuisce la massa grassa, riduce la stanchezza, abbassa i livelli di ansia e depressione, favorisce un buon sonno. Per la prima volta è stato osservato anche un miglioramento delle connessione delle reti neurali del cervello e un aumento della materia grigia e bianca nelle regioni frontali associate alle funzioni cognitive. 

Inaspettatamente, i ricercatori hanno osservato che anche la salute dell’intestino può essere compromessa da una lesione cerebrale. 

Le alterazioni ormonali dovute al trauma possono infatti scatenare infiammazioni intestinali croniche. Per approfondire la questione, gli scienziati hanno analizzato campioni di feci di 22 persone con gravi lesioni cerebrali e li hanno messi a confronto con quelli di 18 persone sane. L’esame ha mostrato evidenti alterazioni della flora batterica intestinale nelle persone che avevano subito il trauma. In questo caso una terapia che ripristini l’equilibrio della comunità microbica potrebbe alleviare i sintomi dei pazienti. 

«Questi due studi definiscono meglio la sindrome Biafac e servono da trampolino di lancio per nuove opzioni di trattamento. Speriamo gli sforzi della ricerca vengano indirizzati a comprendere e trattare meglio questa sindrome, fornendo speranza a molti pazienti. Dato che i sintomi possono manifestarsi mesi o anni dopo la lesione iniziale e visto che questo gruppo di sintomi non sono stati precedentemente associati, spesso non vengono identificati dalla comunità medica», scrivono i ricercatori.