Una nuova arma contro l'asma grave

Farmaci

Una nuova arma contro l'asma grave

di redazione

In Italia circa 4 milioni di persone sono affette da asma, il 5-10% delle quali, cioè circa 200 mila persone, ne sviluppa una forma grave, caratterizzata da un’infiammazione provocata dall’aumento di specifici globuli bianchi, gli eosinofili, che causano la maggiore responsività delle vie aeree agli stimoli irritativi e possono determinare un incremento dei sintomi dell’asma, oltre a compromettere la funzionalità polmonare e causare frequenti riacutizzazioni. Alla base di questo processo c’è l’interleuchina-5, una citochina responsabile dell’attivazione degli eosinofili.

Ora questi pazienti potranno beneficiare di una nuova soluzione terapeutica, benralizumab, anticorpo monoclonale umanizzato che ha come bersaglio proprio il recettore dell’interleuchina-5 sugli eosinofili.

Secondo gli ultimi dati del Registro SANI (Severe Asthma Network in Italy), il 64% dei pazienti con asma grave è in trattamento cronico con il cortisone orale, ma il suo impegno può comportare «gravi conseguenze per la salute dei pazienti ed enormi costi di gestione sanitaria» avverte Giorgio Walter Canonica, direttore del Centro di Medicina personalizzata asma e allergie, all'Humanitas University di Milano. «Ogni anno si spendono oltre 41 milioni di euro per curare gli effetti collaterali derivanti dalla terapia con corticosteroidi orali – precisa - effetti che sono molto più frequenti nei pazienti con asma grave curati con questo trattamento. Sarebbe quindi più utile ed efficiente favorire l’uso della terapia biologica, sia per la salute dei pazienti con asma grave sia per la sostenibilità del sistema sanitario».

Il paziente affetto da asma grave eosinofilico «non può essere considerato e trattato alla stregua di un paziente asmatico lieve o moderato – aggiunge Claudio Micheletto, segretario generale Aipo e direttore dell'Unità di Pneumologia dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona - e non può quindi seguire il processo e i tempi “tradizionali” di cura. Al contrario, necessita di un’attenzione diversa ed è cruciale pensare per questi pazienti un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale dedicato, con ambulatori specifici all’interno dei centri allergologici e pneumologici».

L’asma grave «costringe le persone che ne sono affette a vivere una vita difficile e faticosa – conferma Simona Barbaglia, presidente di Respiriamo Insieme Onlus - e crea enormi disagi anche nel compiere le più semplici attività quotidiane. La strada verso la corretta diagnosi e l’identificazione della terapia più adeguata è spesso un percorso a ostacoli, lungo cui si procede ancora troppo lentamente. La disponibilità di due farmaci biologici, a cui si aggiunge in questi giorni un terzo, il benralizumab, offre a questi pazienti una reale opportunità di tornare a vivere una vita piena e attiva».

«Benralizumab è il frutto di molti anni di ricerca – sottolinea Lorenzo Wittum, presidente di AstraZeneca Italia - siamo felici di poter offrire questa nuova opzione terapeutica ai pazienti e ci stiamo impegnando con la comunità scientifica, le associazioni pazienti e le Istituzioni a migliorare significativamente anche il percorso di cura e gestione di questa patologia».