Nuove conferme per nab-paclitaxel nel trattamento del tumore del pancreas

Farmaci

Nuove conferme per nab-paclitaxel nel trattamento del tumore del pancreas

redazione

Sono stati presentati nel corso del congresso ASCO GI (American Society of Clinical Oncology Gastrointestinal Cancers Symposium) 2018, appena svoltosi a San Francisco, nuovi dati dello studio internazionale di Fase II LAPACT sull’utilizzo nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina formulato in nanoparticelle per infusione) in associazione con gemcitabina in pazienti con carcinoma pancreatico localmente avanzato.

«Lo studio ha raggiunto gli endpoint prefissati, con un controllo della malattia a 16 settimane pari al 77,6%. Inoltre, aver ottenuto che il 15% dei pazienti con malattia considerata non operabile è stato sottoposto a intervento è un dato molto incoraggiante in una patologia particolarmente aggressiva come il tumore del pancreas», ha detto Gianni de Crescenzo, Medical Director Celgene, sintetizzando numeri che per un tumore così difficile come quello del pancreas hanno il sapore del successo.  

«Il carcinoma pancreatico rimane una sfida terapeutica estremamente complessa perché la malattia è spesso diagnosticata in fase metastatica e persino la malattia localmente avanzata è generalmente associata a una prognosi sfavorevole», ha spiegato Alberto Sobrero, responsabile della Divisione di Oncologia Medica dell'IRCCS San Martino IST di Genova. «Nei pazienti affetti da carcinoma localmente avanzato, il controllo della malattia è fondamentale in quanto può consentire ulteriori interventi terapeutici, incluse la radioterapia o persino, in alcuni casi favorevoli, l’asportazione chirurgica. I risultati di questo studio sono incoraggianti poiché dimostrano che la terapia di induzione è potenzialmente in grado di aiutarci a ottenere il controllo della malattia nei pazienti con malattia localmente avanzata».

Nel dettaglio, il trial ha riguardato i pazienti con carcinoma pancreatico localmente avanzato di nuova diagnosi, trattati con terapia di induzione a base di nab-paclitaxel (Abraxane) in associazione con gemcitabina per un massimo di 6 cicli. I risultati hanno ha evidenziato un tempo mediano al fallimento terapeutico di 8,8 mesi, superiore al target specificato nel protocollo di 6,6 mesi. 

Lo studio ha mostrato inoltre evidenziato che il 77,6% dei pazienti controllava la malattia ad almeno 16 settimane; il 72 per cento era vivo a 12 mesi e che la  sopravvivenza libera da progressione mediana era di 10,8 mesi.