Nuovi dati su brolucizumab nel trattamento della degenerazione maculare neovascolare senile

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Nuovi dati su brolucizumab nel trattamento della degenerazione maculare neovascolare senile

redazione

Nuovi dati che confermano l’efficacia di brolucizumab nel trattamento nella degenerazione maculare neovascolare senile arrivano da un’analisi secondaria degli studi clinici di fase III HAWK e HARRIER presentati al congresso annuale ARVO (Association for Research in Vision and Ophthalmology) 2018, come follow-up dei dati presentati nel novembre 2017 all’American Academy of Ophthalmology. 

I risultati hanno dimostrato che i pazienti valutati come idonei a una frequenza di trattamento ogni 12 settimane durante le prime 12 settimane dopo la fase di carico sono stati in grado di mantenere questo intervallo trimestrale fino alla settimana 48. 

Il farmaco è un frammento di anticorpo umanizzato a singola catena. I frammenti di anticorpi a singola catena sono molto ricercati nello sviluppo dei farmaci, per le loro piccole dimensioni, l’ottima penetrazione tissutale, la rapida clearance dalla circolazione sistemica e le loro caratteristiche posologiche.

«La capacità di identificare rapidamente i pazienti che possono mantenere un intervallo di trattamento ogni 12 settimane ha il potenziale di semplificare i piani terapeutici per i pazienti con degenerazione maculare neovascolare senile», ha affermato Glenn J. Jaffe Chief of Retinal Ophthalmology presso la Duke University e autore della presentazione. «Questi dati relativi a brolucizumab possono dare ai medici la certezza che, quando l’intervallo di dosaggio di 12 settimane ha inizialmente successo, esistono elevate probabilità che il paziente riesca a mantenere tale intervallo per tutto il primo anno di trattamento».