Obesità, se proprio necessario anche negli adolescenti è possibile ricorrere alla chirurgia bariatrica

Lo studio

Obesità, se proprio necessario anche negli adolescenti è possibile ricorrere alla chirurgia bariatrica

Non c’è motivo per escludere l’opzione chirurgica in caso di obesità grave nei ragazzi molto giovani. Anche un tredicenne potrebbe essere sottoposto al bisturi. I vantaggi e i rischi dell’operazione sono gli stessi dei pazienti più grandi

di redazione

A che età può essere presa in considerazione la chirurgia come trattamento per l’obesità? Finora i ragazzi tra i 13 e i 15 anni venivano generalmente considerati toppo giovani per il bisturi e venivano esclusi dall’opzione terapeutica invasiva ma efficace indicata nei casi particolarmente gravi. 

Oggi un nuovo studio pubblicato su Pediatrics dimostra che la giovane età non è un criterio sufficiente per tenere i pazienti lontani dalla sala operatoria. Se le condizioni cliniche suggeriscono il ricorso al chirurgo anche un ragazzo appena diventato adolescente può venire operato in sicurezza e ottenere gli stessi benefici dei ragazzi più grandi ai quali non viene preclusa la chirurgia come opzione terapeutica. 

I ricercatori hanno analizzato i risultati degli interventi chirurgici di 228 adolescenti che avevano partecipato a un’indagine interna dell’ospedale pediatrico americano Children’s Hospital  Colorado (Teen-Longitudinal Assessment of Bariatric Surgery Teen-LABS). Il campione era formato da 66 ragazzi che al momento dell’operazione avevano tra i 13 e i 15 anni e da 162 adolescenti tra i 16 e i 19 anni. I ricercatori hanno raccolto i dati sulla salute dei pazienti nei 30 giorni precedenti all’intervento e hanno eseguito controlli periodici dopo l’operazione, il primo dopo sei mesi, il secondo dopo 12 e poi ogni anno per cinque anni.  I ricercatori hanno valutato e messo a confronto tra i pazienti di diversa età una serie di parametri indicativi dell’esito dell’intervento, tra cui la perdita di peso, il superamento delle patologie concomitanti all’obesità (diabete, ipercolesterolemia, ipertensione ecc..), i disturbi dell’alimentazione e la qualità di vita. Tra i ragazzi più giovani e quelli più grandi non sono state osservate differenze significative nei diversi parametri. Inoltre, gli adolescenti più giovani avevano meno probabilità di avere valori alti di transferrina, la proteina che svolge un ruolo chiave nel metabolismo del ferro, e valori bassi  di vitamina D, un regolatore del metabolismo del calcio. 

«Questi dati suggeriscono che agli adolescenti più giovani con obesità grave non dovrebbe essere negata l’opzione della terapia chirurgica sulla base dell'età e che i medici dovrebbero considerare gli adolescenti di tutte le età per il trattamento chirurgico dell'obesità quando clinicamente indicato», scrivono i ricercatori nelle conclusioni dello studio.  

L’idea di anticipare l’età dell’operazione chirurgica (bypass gastrico, bendaggio, gastrectomia verticale parziale) ha un solido fondamento scientifico. Gli autori dello studio ricordano infatti che prima si guarisce dall’obesità e meglio è perché una condizione prolungata di grave sovrappeso aumenta il rischio di sviluppare il diabete 2, le malattie cardiovascolari e anche alcuni tipi di tumore, arrivando a ridurre l’aspettativa di vita anche di 20 anni. Senza contare che un eccessivo indice di massa corporea incide notevolmente sulla qualità di vita di un adolescente. 

Lo studio invita quindi a infrangere il tabù dell’età, perché nei casi in cui è necessario intervenire chirurgicamente è meglio non aspettare. 

«La chirurgia bariatrica è stata riconosciuta come il trattamento più sicuro ed efficace per l'obesità grave negli adulti, tuttavia, si sapeva poco sui vantaggi e rischi di queste procedure negli adolescenti più piccoli rispetto agli adolescenti più grandi.  Pertanto, prendere in considerazione l'opzione della chirurgia nei giovani adolescenti con obesità grave intrattabile ha più senso che continuare trattamenti inefficaci, dati i comprovati benefici della chirurgia. Questo studio è un passo importante verso la dimostrazione della sicurezza e dell'efficacia della chirurgia bariatrica negli adolescenti più giovani», ha dichiarato Sarah B. Ogle del Children’s Hospital Colorado tra i firmatari del paper.