Il pericolo si avvicina: anche i batteri del mal di gola e della scarlattina cominciano a non rispondere agli antibiotici

Antibiotico-resistenza

Il pericolo si avvicina: anche i batteri del mal di gola e della scarlattina cominciano a non rispondere agli antibiotici

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Lo streptococco di gruppo A causa il 20-30 per cento dei casi di mal di gola nei bambini e il 5-15 per cento negli adulti
di redazione

Finora era rimasto fuori dalla lista dei batteri resistenti agli antibiotici. Penicillina, eritomicina, cefalosporina e altri beta-lattamici erano ritenute armi ancora efficaci. Ora si viene a sapere che alcuni ceppi dello streptococco di gruppo A, responsabile di infezioni di diversa gravità, dal mal di gola (quello con le "placche"), alla scarlattina, all’endocardite fino alla sepsi, sono invece diventati meno sensibili agli antibiotici. La  scoperta pubblicata sul Journal of Clinical Microbiology è allarmante. 

«Se questi germi diventassero realmente resistenti agli antibiotici, l’impatto su milioni di bambini nel mondo sarebbe veramente preoccupante. Purtroppo lo scenario è plausibile in base alla nostra scoperta», ha dichiarato James M.Musser a capo del Dipartimento di Patologia e del Houston Methodist Hospital che ha guidato lo studio. 

Musser e i suoi colleghi hanno collaborato con una dozzina di istituzioni scientifiche di sette Paesi nel mondo raccogliendo campioni dei batteri in questione.  Dopo qualche anno sono riusciti a ottenere un archivio di sequenze geniche di più di 7mila ceppi dello streptococco A. Ed ecco la sgradevole sorpresa: il 2 per cento di quei ceppi mostrava mutazioni geniche associate all’antibiotico-resistenza, mutazioni che non erano mai state individuate fino a oggi. I test di laboratorio hanno confermato che quei ceppi di streptococco A, grazie a specifiche mutazioni, sono diventati meno sensibili agli antibiotici beta-lattamici, i farmaci indicati in prima linea per le infezioni provocate da streptocco A.  Quei geni che conferiscono resistenza verranno trasmessi ad altri batteri, innescando una bomba a orologeria che potrebbe esplodere in breve tempo. 

Lo scenario che si prospetta è inquietante: lo streptococco di gruppo A causa il 20-30 per cento dei casi di mal di gola nei bambini e il 5-15 per cento negli adulti ma se l’infezione non viene adeguatamente curata può degenerare e colpire il sangue, il cuore e i muscoli, causando anche la sepsi. A lungo considerato privo di mutazioni geniche che possono portare alla resistenza alla penicillina, lo streptococco A potrebbe invece compromettere l’efficacia delle terapie attuali: la penicillina e gli altri antibiotici simili potrebbero diventare meno efficaci o completamente inutili.

«Potremmo essere testimoni di un problema mondiale di slute pubblica che riguarda le malattie infettive. Quando il mal di gola non risponde agli antibiotici di prima linea come la penicillina, i medici devono iniziare a prescrivere terapie di seconda linea, che potrebbero non essere altrettanto efficaci contro questo organismo», ha detto Musser. 

Alla luce di quanto scoperto, dicono i ricercatori, si avverte la necessità di un vaccino che protegga dallo streptococco A.