Pericolo complicanze precoci se il diabete di tipo 2 arriva da giovani

Prioritario controllare da subito la malattia

Pericolo complicanze precoci se il diabete di tipo 2 arriva da giovani

Un gruppo di ragazzi con diabete 2 è stato seguito per 15 anni. Il 60% dei giovani adulti mostrava almeno una delle complicanze tipiche della malattia. C’è la conferma: il diabete 2 a esordio precoce è più aggressivo, corre più veloce ed è più difficile da gestire. Va preso per le corna subito

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Immagine: Tim Marshall timmarshall, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Prima arriva e peggio è. La malattia è la stessa ma l’età della diagnosi fa la differenza: il diabete 2 è più aggressivo e più difficile da gestire se compare a 17 anni piuttosto che a 60. La malattia metabolica associata al sovrappeso piomba com un macigno sull’organismo di un ragazzo e l’impatto è talmente violento che si fa fatica a evitare le complicanze della malattia. Così chi ha avuto una diagnosi di diabete in adolescenza quando compirà 30 anni dovrà molto probabilmente fare i conti con una serie di problemi di salute che una persona di 60 anni con una diagnosi di diabete arrivata da poco non ha ancora sviluppato (e non è detto che svilupperà mai). 

A dirlo è uno studio, il primo del genere, appena pubblicato sul New England Journal of Medicine che ha coinvolto 500 ragazzi tra i 10 e i 17 anni con una diagnosi di diabete 2 seguiti per 15 anni. 

Lo studio in questione, che è il  follow up del Treatment Options for Type 2 Diabetes in Adolescents and Youth (TODAY) iniziato nel 2004, si chiama TODAY 2. 

I ricercatori hanno selezionato 500 individui che avevano partecipato al TODAY per verificare se la malattia con esordio precoce fosse effettivamente così “cattiva” come appariva al momento della diagnosi. E per farlo hanno seguito passo dopo passo il decorso della malattia analizzando le condizioni di salute del campione per 15 anni. Ebbene sì, il disturbo metabolico giovanile è proprio cattivo come sembra. Il 60 per cento dei partecipanti in età adulta mostrava almeno una delle complicanze associate al diabete e un terzo dei partecipanti ne aveva più di una. 

«Lo studio originale TODAY aveva mostrato che il diabete di tipo 2 a esordio giovanile è distinto dal diabete ad esordio nell'età adulta: è sia più aggressivo che più difficile da controllare. Seguendo questo decorso unico della malattia, TODAY2 mostra le complicazioni devastanti che possono svilupparsi in quello che dovrebbe essere il periodo d’oro della vita di questi giovani»,  ha affermato Barbara Linder, tra gli autori principali dello studio. 

La prima fase dello studio TODAY era partita nel 2004 con lo scopo di mettere a confronto l’efficacia di tre terapie contro il diabete 2 nei giovani: la metformina, la metformina in combinazione con rosiglitazone, la metformina associata a un drastico cambiamento dello stile di vita. 

All’epoca del reclutamento i partecipanti avevano tra i 10 e i 17 anni di età e avevano ricevuto una diagnosi di diabete 2 da meno di due anni. Tutti erano in sovrappeso o obesi. Il follow-up TODAY-2 ha coinvolto 500 partecipanti dello studio originale con un età media di 26 anni. Tutti i partecipanti sono stati monitorati ogni anno per individuare le eventuali complicanze del diabete, come malattie cardiache, renali, piede diabetico, retinopatia diabetica. 

In generale, i ricercatori hanno notato un costante declino del controllo di glucosio nel sangue nell’arco dei 15 anni di osservazione. Inoltre, il 67 per cento dei partecipanti aveva elevati livelli di pressione sanguigna, il 52 per cento soffriva di dislipidemia (elevati livelli di grasso nel sangue), il 55 per cento aveva malattie renali, il 32 per cento mostrava segni di danneggiamento dei nervi, il 51 per cento aveva problemi di vista. 

Il 28 per cento dei partecipanti aveva sviluppato due o più complicanze nel periodo di follow-up.

«Rispetto a ciò che osserviamo negli adulti con diabete di tipo 2, i partecipanti a TODAY2 hanno sviluppato complicazioni molto prima nel loro decorso della malattia e a un ritmo molto più veloce nel tempo. Questo studio mostra l'importanza di trattare in maniera intensivA il diabete di tipo 2 a esordio giovanile fin dall'inizio e di utilizzare tutte le strategie disponibili per controllare la glicemia e prevenire, ritardare o trattare in modo aggressivo le complicanze destinate a svilupparsi», ha affermato Philip Zeitler, professore di pediatria-endocrinologia presso la Scuola di Medicina dell'Università del Colorado che ha guidato lo studio TODAY-2.