Le persone obese sviluppano forme più gravi di Covid

L’analisi

Le persone obese sviluppano forme più gravi di Covid

È ufficiale. La gravità dei sintomi va di pari passo con l’indice di massa corporea. Per ragioni meccaniche (il grasso opprime il torace e fa respirare peggio) e fisiologiche (infiammazione, maggior rischio di coaguli, indebolimento immunitario)

di redazione

Giovane (non ancora quarantenne), in salute, gran lavoratore. Si presenta al pronto soccorso con gravi difficoltà respiratorie. Il test è positivo, la diagnosi è certa: Covid-19. Dopo due settimane di terapia intensiva, inaspettatamente il paziente muore. I medici stessi faticano a farsene una ragione: il suo unico fattore di rischio era l’obesità. 

È un caso emblematico, ma come tanti altri, quello accaduto all’ospedale dell’Università del Vermont e raccontato su Science e che dà conto di un’evidenza emersa in questi ultimi mesi che comincia ad avere anche spiegazioni convincenti: le persone obese sviluppano forme più gravi di Covid. 

L’articolo fornisce un quadro esaustivo dei principali studi che hanno confermato quelle che all’inizio della pandemia erano solamente supposizioni cliniche basate su constatazioni empiriche. 

La prima metanalisi sull’argomento è uscita lo scorso agosto su Obesity Reviews. I ricercatori hanno passato al vaglio una serie di studi peer-review raccogliendo dati su 399mila pazienti e scoprendo che le persone obese colpite da Sars-CoV-2 avevano il 113 per cento di probabilità in più di finire in ospedale rispetto alle persone con peso nella norma, il 74 per cento di probabilità in più di venire ricoverati in terapia intensiva e il 48 per cento di probabilità in più di morire. 

Secondo i risultati preliminari di uno studio della Genentech, società di biotecnologie, su circa 17mila pazienti ricoverati con Covid-19, il 77 per cento era in sovrappeso (29%) o obeso (48%). 

Uno scenario simile è stato descritto da un altro studio pubblicato il mese scorso su Proceedings of the National Academy of Sciences condotto su 334mila pazienti nel Regno Unito. Il grafico che riassume i risultati è davvero eloquente: il rischio di venire ricoverati aumenta visibilmente con l’aumentare dell’indice di massa corporea. Una persona con un indice di massa corporea tra 18 e 25 (normopeso) ha una probabilità quattro volte inferiore di finire in ospedale per Covid rispetto a un individuo con indice di massa corporea superiore a 35, caratteristico dell’obesità di tipo 2. 

Perché i chili in eccesso rendono la malattia scatenata dal nuovo coronavirus così difficile da curare?

La prima ragione, la più banale, è di natura meccanica. Il diaframma sotto la pressione del grasso addominale viene spinto verso l’alto, “schiaccia” i polmoni e ostacola il passaggio dell’aria. Covid-19 va quindi a colpire quello che è già un punto debole delle persone obese. 

A questo fenomeno si aggiungono altri elementi che complicano il quadro clinico. La persone obese sono più esposte al rischio di coaguli nel sangue e dato che anche l’infezione può provocare coauguli nei piccoli vasi polmonari, la loro condizione è doppiamente critica. 

Come se non bastasse poi anche il sistema immunitario soffre sotto il peso dei chili in eccesso. Le cellule di grasso invadono organi (come la milza) fondamentali per la produzione di cellule immunitarie indebolendo così le naturali difese dell’organismo contro il virus. Per questo stesso motivo c’è il rischio che un eventuale vaccino contro Covid funzioni meno nelle persone obese con una risposta immunitaria compromessa. 

L’obesità, infine, è anche associata a uno stato infiammatorio cronico caratterizzato da un eccessivo rilascio di citochine, processo che può danneggiare organi e tessuti e che può essere scatenato anche da Covid (tempesta di citochine). Ancora una volta il pericolo raddoppia.  

Non esiste a tutt’oggi un protocollo standard per la cura dei pazienti obesi affetti da Covid. Ci sono prove a sostegno dell’efficacia di un dosaggio più elevato di anticoagulanti, ma non ci sono elementi sufficienti per pensare di modulare in base al peso altri trattamenti come il remdesivir o i cortisonici. 

Per proteggere le persone obese le uniche strategie sicuramente valide sono evitare di ammalarsi e dimagrire. Anche un piccolo calo del peso può ridurre la gravità della malattia in caso di infezione.