Un po' di moto per prevenire la nebbia da chemio

Lo studio

Un po' di moto per prevenire la nebbia da chemio

Le donne che si allenano regolarmente almeno 150 minuti a settimana hanno un rischio più basso di sperimentare il “chemo-brain”, l’effetto collaterale della chemioterapia caratterizzato da vuoti di memoria e difficoltà di concentrazione

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Immagine: Brandon.wiggins, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Confusione mentale, difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria. Sono i sintomi sperimentati da molti pazienti oncologici che sono stati sottoposti alla chemioterapia. Alcuni studi hanno dimostrato che dopo sei mesi dall’ultimo ciclo di chemio i pazienti con tumore ottengono risultati inferiori nei test cognitivi rispetto alle persone sane. 

La buona notizia è che sembra esserci un modo semplice per prevenire il disturbo noto come “chemo brain”: svolgere regolare attività fisica. 

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology ha dimostrato che le donne affette da tumore al seno che prima di iniziare la chemioterapia si erano allenate regolarmente aderendo alle raccomandazioni delle linee guida (150 minuti di attività fisica a settimana) avevano un rischio ridotto di soffrire dell’effetto collaterale della chemioterapia sulle funzioni cognitive. 

I ricercatori hanno analizzato i dati sull’attività fisica di 580 pazienti con tumore al seno (nel periodo precedente alla chemioterapia) e di 363 donne in buone condizioni di salute nei panni di gruppo di controllo. Tutte le partecipanti sono state sottoposte a test di valutazione delle funzioni in tre occasioni differenti. 

Circa il 33 per cento delle donne con tumore al seno dedicava all’attività fisica il tempo consigliato dagli esperti del US Department of Health and Human Services. A differenza delle donne che non si erano allenate prima di intraprendere la chemioterapia, le pazienti più sportive ottenevano punteggi nei test sulla memoria e sulle capacità logiche e di concentrazione equivalenti a quelli delle donne sane che non avevano ricevuto alcun trattamento chemioterapico. «Questo studio dimostra che il mantenimento dell’attività fisica prima e durante la chemioterapia è associato a una migliore funzione cognitiva immediatamente e sei mesi dopo la conclusione della chemioterapia», affermano i ricercatori.

I risultati dello studio invitano a considerare l’attività fisica come un elemento irrinunciabile dell’intero percorso terapeutico delle donne con tumore al seno. L’allenamento è fondamentale prima, durante e dopo la chemioterapia. 

«Abbiamo sempre creduto che l'esercizio fisico fosse un ottimo modo per aiutare i malati di cancro. Ma ora abbiamo le prove che aderendo alle linee guida sull'attività fisica prima di sottoporsi alla chemioterapia si hanno dei benefici. Si affronta meglio la terapia e si ottiene una certa protezione contro effetti come le difficoltà di memoria o di concentrazione, che sono disturbi comuni tra coloro che si sottopongono a chemioterapia», commenta Michelle Janelsins, professore associato di chirurgia presso l'Università di Rochester Medical Cancer e membro del programma di ricerca sulla prevenzione e il controllo del cancro presso il Wilmot Cancer Institute.