Pokémon Go: gli psicologi si interroghino sulle sue potenzialità terapeutiche

Il lato positivo

Pokémon Go: gli psicologi si interroghino sulle sue potenzialità terapeutiche

di redazione

Basta pregiudizi, Pokémon Go potrebbe dare indicazioni utili agli psicoterapeuti. È Luca Mazzucchelli, Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia (Opl), a spingere i colleghi a interrogarsi sul buon utilizzo delle nuove tecnologie ponendosi le seguenti domande: «in che modo meccanismi di gioco, come Pokémon Go, possono configurarsi quali strumenti di supporto nell’assistenza a persone che soffrono di fragilità psicologiche, o come canale esperienziale parallelo rispetto a terapie definite a monte? Possono rappresentare leve di intervento efficaci nella riduzione del gap esistente tra nativi digitali e non, nello specifico tra figli e genitori?».

Ad interessare gli psicologi è la capacità di queste applicazioni di persuadere le persone a compiere determinate azioni, ad esempio uscire di casa, riducendo la tendenza all’isolamento. Queste opportunità offerte dalla realtà aumentata non possono essere ignorate dai terapeuti che vengono invitati da Mazzzucchelli a riflettere su percorsi di cura innovativi e finora inesplorati.