Prendi tanti farmaci? Ecco le 5 regole per assumere la terapia in sicurezza

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Prendi tanti farmaci? Ecco le 5 regole per assumere la terapia in sicurezza

Un breve vademecum all’insegna della trasparenza e della collaborazione tra medico e paziente
redazione

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Il 50% delle persone con più di 65 anni assume tra 5 e 9 farmaci ogni giorno; l’11% addirittura più di 10. 

Una a digiuno, una a colazione. Poi a metà mattinata e ancora a pranzo, poi nel pomeriggio e a cena e prima di andare a dormire. 

Per almeno la metà degli ultrasessatacinquenni italiani i ritmi della vita sono scanditi dall’assunzione di farmaci: pressione, cuore, colesterolo, diabete, osteoporosi e chi più ne ha più ne metta. 

Viene definita politerapia e, complice l’invecchiamento della popolazione e i progressi della medicina, è divenuta ormai la normalità: il 50% delle persone con più di 65 anni assume tra 5 e 9 farmaci ogni giorno; l’11% addirittura più di 10. 

I rischi

Prendere un numero così alto di farmaci, però, non solo è difficile, ma può esporre anche a diversi rischi.  

«Non sono pochi i rischi della politerapia», spiega Graziano Onder, geriatra dell'Università Cattolica e Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. «Possono essere legati alla non corretta assunzione dei farmaci (per esempio assumere un farmaco due volte oppure dimenticare di assumerlo, condizione non infrequente specie tra gli anziani); vi sono poi rischi collegabili all’interferenza tra due o più farmaci (effetto di interazione farmaco-farmaco) che possono alterare la loro efficacia (per esempio alcuni gastroprotettori possono alterare l’assorbimento di farmaci usati per il trattamento dell’osteoporosi o antibiotici, riducendone pertanto l’efficacia); vi è poi l’effetto che un farmaco somministrato per curare un certo sintomo può avere su un'altra condizione da cui è affetto il paziente, esacerbandola (effetto interazione farmaco-malattia), per esempio gli antinfiammatori potrebbero aumentare la pressione arteriosa o peggiorare la funzionalità renale e pertanto non andrebbero utilizzati in chi soffre di ipertensione arteriosa o patologie renali».

Poche regole

La gestione della politerapia può essere molto complicata per i pazienti. Ma non è uno scherzo neanche per i medici che devono sorvegliare costantemente l’interazione tra i diversi farmaci. 

Un aiuto può venire ora da un breve vademecum pubblicato in questi giorni dal Journal of the American Medical Association nelle sue pagine destinate ai pazienti

A stilarlo lo specialista del Gemelli insieme ad Alessandra Marengoni dell’Università di Brescia e Spedali Civili di Brescia. 

© JAMA. 2017;318(17):1728. doi:10.1001/jama.2017.15764

 

La guida può essere riassunta in poche regole. Tanto per cominciare, spiega Onder, «è bene avere sempre uno schema preciso delle terapie assunte, inclusi gli integratori e i prodotti erboristici che possono interferire con il corretto funzionamento di alcuni farmaci.Può essere utile coinvolgere un familiare o una persona di supporto (caregiver) nella gestione delle politerapie, specie per quei pazienti che hanno difficoltà di memoria e rischiano errori di somministrazione; ci si può aiutare anche con i dispenser giornalieri e settimanali in modo da non ripetere l’assunzione più volte o, al contrario, dimenticare le pillole».

Inoltre bisogna assicurarsi che il proprio medico sia al corrente di tutta la terapia assunta e avere chiaro il perché un certo farmaco ci è stato prescritto e discutere con il proprio curante dei suoi possibili effetti collaterali che possono dipendere anche dalle condizioni generali di salute del singolo paziente. «Bisogna, inoltre, rivedere periodicamente con il proprio medico lo schema terapeutico – prosegue lo specialista - cercando insieme a lui di semplificare e ottimizzare il più possibile la terapia. È possibile, infatti, che dopo una visita specialistica il paziente riceva una prescrizione ridondante di un farmaco che già assume o che con il tempo uno o più dei farmaci assunti possano essere “deprescritti”, per esempio dando all’assistito opportuni consigli per modificare i propri stili di vita (dieta corretta, attività fisica costante, divieto di fumo), che possano almeno in parte rendere superflua l’assunzione di una certa medicina».