In prima linea olaparib ritarda la progressione del carcinoma ovarico

In prima linea olaparib ritarda la progressione del carcinoma ovarico

redazione

AstraZeneca e MSD hanno annunciato i risultati positivi di SOLO-1, trial di Fase III, randomizzato, in doppio cieco di olaparib in compresse controllato con placebo.

Le donne con carcinoma ovarico avanzato BRCA-mutato (BRCAm) trattate in prima linea con terapia di mantenimento con olaparib hanno mostrato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo nella sopravvivenza libera da progressione della malattia rispetto a quelle trattate con placebo. Il buon profilo di sicurezza e tollerabilità di olaparib è inoltre risultato coerente con i precedenti studi.

I risultati dello studio «confermano l’efficacia di olaparib come unico PARP inibitore che a oggi abbia dimostrato un vantaggio significativo per il trattamento in prima linea delle pazienti con carcinoma ovarico che presentino una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2» commenta Nicoletta Colombo, professore di Ostetricia e ginecologia all'Università Milano-Bicocca e direttore del Programma Ginecologia oncologica dell’Istituto europeo di Oncologia, il centro che ha contribuito ad arruolare nello studio il maggior numero di pazienti al mondo.

L’importanza di accedere al test BRCA «è fondamentale in termini di prevenzione» sottolinea Sandro Pignata, direttore del reparto di Oncologia medica uro-ginecologica dell’Istituto dei tumori Pascale di Napoli e coordinatore nazionale dello studio SOLO2. «I risultati di questo studio – aggiunge - confermano ancora una volta la centralità del test anche in termini predittivi. Le pazienti con carcinoma ovarico vanno dunque testate alla diagnosi per poter disporre di olaparib già dalla prima linea».