Dal prossimo anno in UE vaccino antinfluenzale quardivalente prodotto su colture cellulari (e non su uova)

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Dal prossimo anno in UE vaccino antinfluenzale quardivalente prodotto su colture cellulari (e non su uova)

redazione

Seqirus ha annunciato di aver presentato all’Agenzia Europea del Farmaco la domanda per l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio del vaccino antinfluenzale quadrivalente prodotto su colture cellulari anziché su e si sta preparando per il lancio nei Paesi europei per la stagione influenzale 2019-2020. 

Diversi studi, spiega l’azienda produttrice, hanno dimostrato che alcuni virus influenzali subiscono dei mutamenti quando vengono prodotti mediante la coltivazione su uova, come avviene per i vaccini antinfluenzali convenzionali, con conseguenti possibili ripercussioni sull’efficacia del vaccino stesso. Queste mutazioni non sono invece state osservate in virus influenzali prodotti su colture cellulari. Ciò fa supporre che questi vaccini possano offrire una migliore protezione dall’influenza.

Il vaccino antinfluenzale quadrivalente viene prodotto negli  impianti  Seqirus in North Carolina (Stati Uniti), un sito di produzione all’avanguardia, originariamente sviluppato in collaborazione con il Governo degli USA per combattere la minaccia di pandemie. 

«I vaccini antinfluenzali tradizionali coltivati su uova sono stati un cardine della protezione contro l’influenza per decenni e rimangono uno strumento molto importante di difesa contro la malattia», ha dichiarato il presidente di Seqirus  Gordon Naylor. «Da leader mondiale nella lotta all’influenza, Seqirus è da sempre impegnata nella ricerca di tecnologie innovative con l’obiettivo di offrire una migliore protezione alle categorie di soggetti a rischio». 

«Abbiamo lavorato a lungo per sviluppare questa nuova tecnologia e far crescere rapidamente la nostra produzione al fine di poter offrire questo innovativo vaccino su cultura cellulare anche agli operatori sanitari e ai loro pazienti in Europa, ha concluso. «Il maggiore utilizzo offrirà un’importante opportunità per confrontare sul campo l’efficacia clinica del vaccino prodotto su colture cellulari rispetto a quelli tradizionali, prodotti su uova».