Quando il cancro fa troppa paura. Rischio di suicidio quattro volte più alto tra i malati

Il pericolo

Quando il cancro fa troppa paura. Rischio di suicidio quattro volte più alto tra i malati

Uno studio pubblicato su Nature Communications invita i medici a prestare attenzione: i segnali di stress e depressione non vanno mai trascurati

di redazione

Il trauma della diagnosi, lo stress provocato dalle terapie, le sofferenze fisiche, le difficoltà finanziarie. La disperazione dei malati di cancro non è difficile da comprendere. Ma i ricercatori del Penn State College of Medicine ce la mostrano in tutta la sua gravità: tra i pazienti malati di tumore il rischio di suicidio è quattro volte superiore a quello registrato tra chi non è colpito dalla malattia. Un dato che non può essere trascurato da chi prende in cura un malato di cancro. 

Lo studio è stato condotto negli Usa analizzando le informazioni su 8,6 milioni di pazienti archiviate nei database del National Cancer Institute. Tutti i pazienti coinvolti nella ricerca avevano ricevuto una diagnosi di tumore invasivo, con metastasi diffuse ad altri organi, tra il 1973 e il 2014. 

Analizzando i dati i ricercatori hanno scoperto che nel periodo di osservazione c’erano stati 13.311 suicidi tra i pazienti (0,15%), un numero quattro volte superiore a quello riscontrato nella popolazione generale e due volte superiore a quello registrato da un precedente studio del 2002. 

Le persone più a rischio di porre fine alla propria vita sono gli uomini, colpiti da cancro ai polmoni, alla testa-collo, ai testicoli, e quelli affetti da linfomi. Generalmente il rischio di suicidio si riduce dopo cinque anni dalla diagnosi, ma non succede così nei pazienti con linfoma di Hodgkin e cancro ai testicoli nei quali le probabilità di togliersi al vita restano alte anche negli anni successivi. 

«Anche se il cancro è una delle principali cause di morte negli Stati Uniti, la maggior parte dei malati di cancro non muore di cancro. I pazienti di solito muoiono per altre cause. Ci sono molteplici fattori di rischio e uno di questi è il suicidio: angoscia e depressione possono derivare da diagnosi di cancro, dai trattamenti, da difficoltà finanziarie e altre cause. In definitiva, angoscia e depressione possono portare al suicidio», affermano gli autori dello studio pubblicato su Nature Communications. 

I ricercatori hanno osservato che il rischio di suicidio è associato al tipo di tumore e all’età della diagnosi. Tra i pazienti che hanno avuto una diagnosi prima dei 50 anni,  il maggior numero di suicidi si verifica tra pazienti colpiti da leucemie e linfomi. Al contrario, tra i pazienti con diagnosi in età superiore ai 50, il maggior numero di casi si verifica in pazienti con diagnosi di carcinoma della prostata, del polmone e del colon-retto.

In generale i pazienti più a rischio di togliersi la vita sono gli adulti maschi non sposati over 50 con tumori alla prostata, polmoni, colon-retto e vescica. 

«Proprio nel momento in cui il tasso di sopravvivenza dei pazienti con cancro aumenta, diventa sempre più cruciale individuare i pazienti a elevato rischio di suicidio», scrivono gli scienziati. I risultati dello studio, affermano gli scienziati, dovrebbero aiutare a individuare i pazienti a più alto rischio di suicidio e ad adottare strategie di prevenzione mirate. 

Il medico che ha in cura un uomo single con un tumore alla prostata o ai polmoni non dovrà trascurare l’impatto psicologico della malattia e dedicare attenzione ai sintomi di stress e depressione del paziente. 

«I risultati del nostro studio suggeriscono che le strategie di prevenzione del suicidio possono essere rivolte a quei pazienti over 50 con cancro della prostata, del polmone, del colon-retto e della vescica, così come ai pazienti con leucemie, linfomi e tumori dei testicoli. Questo lavoro può essere usato clinicamente da oncologi e psichiatri per la realizzazione di programmi di sopravvivenza per ridurre lo stress e l'ansia e ridurre il rischio di suicidio tra i malati di cancro», concludono i ricercatori.