Quei chili di troppo dovuti all'antidepressivo

Effetti collaterali

Quei chili di troppo dovuti all'antidepressivo

Gli effetti sulla bilancia si fanno sentire a partire dal secondo anno di terapia
redazione

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Obesità e consumo di antidepressivi sono due fenomeni in aumento. E se ci fosse un collegamento tra i due? È l’ipotesi suggerita da uno studio del Bmj che ha osservato gli effetti sulla bilancia delle terapie prolungate con gli psicofarmaci

L’uso prolungato di antidepressivi è associato a un aumento di peso. È quanto sostiene uno studio appena pubblicato sul Bmj che ha analizzato i dati di più di 300 mila adulti dall’età media di 51 anni raccolti nel Clinical Practice Research Datalink (Cprd), un programma di monitoraggio della salute degli abitanti del Regno Unito promosso dal Department of Health. 

Nel database sono contenute più di tre misurazioni del peso dei pazienti effettuate durante le visite dal medico di famiglia tra il 2004 e il 2014.

I ricercatori hanno suddiviso il campione in base alle indicazioni dell’ago sulla bilancia lungo una scala che va da “peso normale” a “gravemente obeso”, prendendo nota di chi assumeva antidepressivi e chi no. 

Tutti i partecipanti sono stati monitorati per 10 anni. Alla fine del periodo di osservazione è emerso che le persone in terapia prolungata con antidepressivi hanno un rischio maggiore di ingrassare rispetto agli altri.

Più precisamente: nel gruppo di partecipanti che non assumevano psicofarmaci, 8,1 persone su 100 sono ingrassate del 5% rispetto al peso di partenza nel corso dello studio, mentre nel gruppo di persone in cura con 12 dei più comuni antidepressivi la quota di persone ingrassate allo stesso modo saliva a 9,8 su 100. 

Significa che per ogni 59 pazienti che assumevano antidepressivi una persona in più era aumentata di peso del 5 per cento nel periodo di osservazione. 

Il rischio di accumulare chili in eccesso aumenta dopo il primo anno di terapia: nel secondo anno le probabilità di veder salire del 5 per cento il proprio peso è del 46 per cento superiore rispetto alla popolazione generale. 

Chi era stato classificato all’inizio dello studio nella categoria “peso normale” aveva una maggiore probabilità di finire nella categoria “sovrappeso” o “obeso”. Chi partiva già in sovrappeso rischiava di venire giudicato obeso alla fine dello studio. 

Nonostante l’obesità  e la depressione siano due tra i principali problemi di salute pubblica, nessuno aveva finora messo in relazione l’uso degli antidepressivi e l’aumento di peso. 

«L’ampio uso di antidepressivi - scrivono  gli autori - potrebbe contribuire a lungo termine all’aumento di peso a livello della popolazione e il rischio di un aumento di peso dovrebbe essere preso in considerazione quando viene prescritta una terapia con antidepressivi». 

Lo studio è accompagnato da un editoriale firmato da Alessandro Serretti e Stefano Porcelli dell’Università di Bologna che invita i medici a dare ai propri pazienti consigli sullo stile di vita e la dieta per ridurre il più possibile il rischio di ingrassare.

«Attualmente - scrivono gli autori dell’editoriale - non siamo ancora in grado di identificare i pazienti in cura con antidepressivi a maggior rischio di ingrassare. Speriamo che sia possibile in un futuro non troppo lontano identificare una predisposizione genetica e riconoscere quelli a più alto rischio prima dell'inizio del trattamento».