Restare incinta nonostante la pillola anticoncezionale? A volte succede ed è colpa dei geni

La spiegazione

Restare incinta nonostante la pillola anticoncezionale? A volte succede ed è colpa dei geni

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Il gene Cyp3A7 è presente nella fase fetale ma è destinato a scomparire dopo la nascita. In alcune donne la sua azione prosegue per tutta la vita e produce una proteina che degrada in fretta gli ormoni che impediscono la gravidanza
di redazione

Perché alcune donne restano incinte pur assumendo la pillola anticoncezionale? La prima ipotesi che istintivamente viene proposta potrebbe essere sbagliata: non è detto che sia stata saltata qualche dose. La mancata protezione del farmaco e la conseguente gravidanza potrebbero, invece, dipendere dai geni. 

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Obstetrics & Gynecology, infatti, la presenza di alcuni geni accelera l’assorbimento e la degradazione degli ormoni contenuti nella pillola lasciando in circolo livelli ormonali troppo bassi per impedire il concepimento. Le donne che posseggono alcune specifiche varianti genetiche metabolizzano gli estrogeni e il progesterone così in fretta da impedire agli ormoni di svolgere  la loro azione preventiva. In questi casi la pillola, soprattutto quella a basso dosaggio ormonale, potrebbe rivelarsi inefficace e fallire il suo obiettivo. 

I ricercatori della University of Colorado School of Medicine hanno reclutato per lo studio 350 donne dotate di un impianto contraccettivo sottocutaneo a base di etonogestrel in funzione da almeno un anno. La selezione del campione è stata ben studiata. Il sistema di contraccezione a lunga durata, che consiste in un sottile bastoncino inserito sotto la pelle del braccio con un costante rilascio di ormoni per tre anni, ha permesso agli scienziati di osservare l’impatto dei geni sul metabolismo degli ormoni in modo obiettivo, escludendo la possibilità di un errore nell’assunzione del farmaco. 

L’attenzione dei ricercatori si è concentrata su un gene chiamato Cyp3A7 presente nella fase fetale ma destinato a scomparire nella maggior parte dei casi dopo la nascita. In alcune donne però la sua azione prosegue per tutta la vita vanificando gli effetti delle pillole a basso dosaggio ormonale: il gene produce infatti una proteina che degrada in fretta gli ormoni necessari a prevenire la gravidanza. 

Dall’analisi effettuata su un campione di volontarie è emerso che una donna su quattro con la variante genetica Cyp3A7 non possiede livelli di etonogestrel sufficienti a impedire l’ovulazione.

«Se una donna si presenta dal medico dicendo di assumere un anticoncezionale e di essere rimasta incinta, noi presumiamo che abbia commesso qualche errore, dimenticato di prendere una pillola, o sbagliato qualcosa nelle modalità di assunzione del farmaco. Ma dobbiamo credere alla paziente e cercare di comprendere che ci sono altri fattori al di fuori del suo controllo, come fattori genetici che potrebbero provocare il fallimento dei metodi anticoncezionali», ha dichiarato Aaron Lazorwitz dell’University of Colorado School of Medicine,  a capo dello studio. 

I ricercatori invitano tutti i medici a prendere in considerazione l’impatto dei geni sul metabolismo di altri farmaci, non solo anticoncezionali. Perché la genetica potrebbe influenzare l’efficacia delle terapie vanificando l’azione dei principi attivi dei medicinali. 

«Non sono ancora stati effettuati molti studi di questo tipo per quanto riguarda la salute delle donne. È arrivato il momento di iniziare a indagare in altri ambiti terapeutici», conclude Lazorwitz.