Ridurre i sintomi del linfedema con un comune antinfiammatorio

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Ridurre i sintomi del linfedema con un comune antinfiammatorio

Il ketoprofene può ridurre il gonfiore dovuto all’accumulo di linfa
redazione

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All’origine del linfedema c’è un processo infiammatorio. Ecco perché il ketoprofene ha effetti positivi sui sintomi riducendo gonfiore, dolore e ispessimento della pelle. Attenzione però agli effetti collaterali di un’assunzione a lungo termine

A 17 anni ha dovuto eliminare dal guardaroba i pantaloncini corti tanto di moda tra le sue coetanee. E da allora ha fatto di tutto per nascondere l’anti estetico e doloroso gonfiore alla gamba sinistra. Lisa Hanson, con una diagnosi di linfedema in età adolescenziale, ha combattuto per trent’anni con calze compressive e macchinari elettrici per il linfodrenaggio. Con ben pochi vantaggi. Le cose sono cambiate dopo aver partecipato a uno dei due trial clinici condotti dai ricercatori della Stanford University School of Medicine che hanno dimostrato gli effetti positivi del ketoprofene sul linfedema. L’antinfiammatorio, comunemente usato come analgesico per per cefalee, dolori mestruali, mal di denti e altro, si è rivelato capace di ridurre il gonfiore e di restituire alla pelle la sua elasticità. 

È stato Stanley Rockson, professore di medicina cardiovascolare alla  Stanford, a sospettare per primo che il linfedema potesse essere provocato da un processo infiammatorio. E per averne conferma ha condotto un esperimento su un gruppo di topi indotti a sviluppare la patologia. Gli animali dopo essere stati trattati con ketoprofene mostravano evidenti miglioramenti della pelle. 

I promettenti risultati sulle cavie hanno spinto il team di Rockson a testare gli effetti del farmaco sugli esseri umani con due trial clinici descritti sull’ultimo numero di JCI Insight. Il primo trial ha coinvolto 21 partecipanti con linfedema che hanno assunto in maniera consapevole ketoprofene per quattro mesi. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a biopsia della pelle all’inizio del trial e quattro mesi dopo, alla fine della sperimentazione.

«È stata una sperimentazione estremamente positiva - ha commentato Rockson - Abbiamo osservato una regressione notevole del processo patologico nella pelle e un eccezionale riduzione dello spessore della pelle». 

A questo punto gli scienziati, convinti di trovarsi sulla strada giusta, hanno messo in piedi un trial clinico controllato in doppio cieco con 34 partecipanti. Lisa Hanson era tra questi e per sua fortuna era finita nel gruppo sperimentale, quello che assumeva il farmaco vero e non il placebo. Dopo un paio di mesi la sua pelle non era più tesa e spessa come al solito, ma aveva assunto un aspetto quasi normale. 

«Quando si osserva la pelle di pazienti con linfedema al microscopio, si vede un considerevole aumento della densità cellulare e un aumento dei tessuti connettivi e del fluido intorno alle cellule - ha detto Rockson - . Dopo i quattro mesi di ketoprofene nelle biopsie cutanee abbiamo notato una riduzione dello spessore, la densità cellulare era scomparsa». 

Il ketoprofene, è bene precisarlo, non è in grado di curare il linfedema fino a farlo scomparire, ma di ridurre in modo considerevole la sintomatologia.

Lo ha spiegato bene Lisa Hanson: «Nel corso del tempo, il gonfiore è diminuito - ha detto - Non è una cura, non lo fa andare via, ma grazie al farmaco è stato più facile prendersi cura della mia gamba». 

Secondo i ricercatori all’origine del linfedema non c’è semplicemente un problema “idraulico” dovuto al malfunzionamento del sistema dei vasi linfatici, ma un processo infiammatorio scatenato all’interno dei tessuti della pelle. Probabilmente, ipotizzano i ricercatori, il ketoprofene agisce bloccando la molecola infiammatoria LtB4 che si trova in elevate quantità sia negli animali che negli umani con linfedema. 

Il che suggerisce la possibilità di individuare altri farmaci con lo stesso target che possano ridurre i sintomi della fastidiosa anomalia del sistema linfatico tanto frequente nelle donne che hanno subito una mastectomia. 

Il ketoprofene infatti può avere pesanti effetti collaterali sull’apparato gastrico e cardiovascolare se assunto per lunghi periodi.