Rinite cronica: l’analisi genetica dei polipi nasali spiega perché è così difficile curarla

Lo studio

Rinite cronica: l’analisi genetica dei polipi nasali spiega perché è così difficile curarla

Ecco perché rimuoverli chirurgicamente non risolve quasi mai il problema in maniera definitiva
redazione

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All’origine delle formazioni tumorali benigne del seno nasale c’è un processo che porta a cambiamenti genetici delle cellule. La descrizione per la prima volta su Nature

Il naso arrossato e gonfio non lascia passare l’aria, la testa è pesante e il malessere è generale. È il caso delle rinosinusiti croniche, un disturbo molto più invalidante delle allergie stagionali, che può protrarsi senza tregua per mesi se non anni. 

Spesso chi ne soffre sviluppa i cosiddetti polipi nasali, escrescenze tumorali benigne a forma di goccia o di chicco d’uva grandi abbastanza da impedire al respiro di entrare e uscire dalle narici facilmente.  Ora, un gruppo di scienziati del Brigham and Women's Hospital (Bwh) in collaborazione con il Broad Institute e il Mit per la prima volta ha realizzato la mappa cellulare dei polipi nasali attraverso un’analisi genetica approfondita al dettaglio che potrebbe contribuire a spiegare l’origine delle infiammazioni croniche, delle riniti allergiche e dell’eczema. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature. 

I ricercatori hanno raccolto i campioni di tessuto di 12 pazienti affetti da polipi e altre infiammazioni del seno nasale per un totale di 18mila cellule e li hanno messi a confronto con tessuti prelevati da individui sani. L’analisi genetica è stata condotta con una tecnica che consente di individuare i geni attivati in ogni singola cellula osservata. I risultati dell’indagine sono stati sorprendenti. 

Inaspettatamente, infatti, i ricercatori hanno osservato che nei campioni di tessuto con polipi nasali le cellule epiteliali progenitrici, cellule staminali che danno origine alle cellule che rivestono le vie respiratorie, erano state interamente rimodellate e alterate in modo permanente tanto da presentare un proprio peculiare profilo genetico. Queste trasformazioni inducono le cellule ad accumularsi le une sulle altre formando strati spessi invece di differenziarsi in sottoinsiemi di cellule epiteliali necessari alla difesa dagli agenti esterni. Non accade lo stesso nei campioni di pazienti senza polipi e in quelli di persone sane dove le cellule formano il naturale strato di rivestimento delle pareti nasali.

Significa, spiegano i ricercatori, che l’infiammazione può cambiare nel profondo l’architettura dei tessuti intervenendo addirittura a livello genetico. 

Gli scienziati sono convinti che individuare il processo che porta a queste modifiche genetiche sia l’unico modo per liberarsi del disturbo una volta per tutte. La rimozione chirurgica dei polipi infatti non si rivela quasi mai una soluzione definitiva: le escrescenze tendono a presentarsi nuovamente se non si interrompe il meccanismo che porta alla loro formazione. 

«Per i nostri pazienti, uno degli aspetti più frustranti della condizione cronica è che non abbiamo una  cura - ha dichiarato  Nora Barrett, medico della Divisione di Reumatologia, Immunologia e Allergia del Bwh e coautrice dello studio - La chirurgia può alleviare il disagio in caso di polipi nasali, ma spesso casi l'effetto è solo temporaneo. L’obiettivo del mio gruppo è capire perché il processo infiammatorio persiste una volta che inizia e scoprire la causa di queste condizioni».