Schizofrenia. Da dicembre disponibile cariprazina

Schizofrenia. Da dicembre disponibile cariprazina

redazione

Sarà disponibile dal prossimo 3 dicembre un nuovo trattamento per la schizofrenia. Si tratta di cariprazina (nome commerciale Reagila), un antipsicotico di terza generazione che sarà sarà commercializzato da Recordati. 

Il nuovo farmaco è in grado di agire sia sui sintomi “positivi” della malattia (deliri, allucinazioni, dissociazione logico-formale del pensiero, ecc.), sia anche sulla componente “negativa” (apatia, anedonia, asocialità, ecc.). Presenta inoltre ridotti effetti collaterali e neurologici (sindrome simil-parkinsoniana) e metabolici e ha uno scarso impatto sull’apparato cardiovascolare. 

«Dal punto di vista farmacologico, questo nuovo antipsicotico è considerato un agonista dopaminergico parziale», spiega Edoardo Spina, professore di Farmacologia all’Università di Messina. «Oltre ad avere una maggior tollerabilità dei farmaci di prima e seconda generazione, sembra essere particolarmente attivo ed efficace sui sintomi negativi, per una propria peculiarità farmacologica, che è quella di agire da agonista parziale sui recettori dopaminergici di tipo D3 (a differenza di tutte le altre molecole che agiscono solo sui recettori D2)».

«I vantaggi dell’utilizzo di cariprazina includono il fatto che gli effetti collaterali, rispetto ai farmaci precedenti sono ridotti: da quelli anti-colinergici (es. bocca secca, stitichezza, ritenzione urinaria, esacerbazione degli effetti pericolosi del glaucoma a angolo chiuso), agli anti-adrenergici (es. ipotensione ortostatica), agli anti-istaminergici (es. sedazione, aumento di peso) e metabolici (es. aumento di peso, aumento del colesterolo, aumento dei trigliceridi). Così come sono ridotti i rischi di aritmia», dice Andrea Fagiolini, ordinario di Psichiatria all’Università di Siena.

La schizofrenia è una malattia psichiatrica grave e debilitante. 

«La prevalenza di disturbo schizofrenico è circa l’0,8 – 1% della popolazione», afferma Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e salute mentale ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano. «È importante sottolineare che nei servizi pubblici la schizofrenia, insieme alla depressione si contendono “la palma” dei disturbi maggiormente prevalenti. Questa patologia assorbe oltre il 37% di tutte le prestazioni erogate dai servizi pubblici e praticamente rappresenta il 43% di tutta l’utenza che fa capo alla semi residenzialità e il 58% dell’utenza dei centri residenziali. Per questo tipo di malattia, l’impegno del SSN è particolarmente significativo».

«L’introduzione di una nuova opzione terapeutica aumenta gli esiti e la possibilità di aprire la strada a percorsi di riabilitazione psicosociale, fino ad entrare nel circuito che porta ad una maggiore “autonomizzazione” del soggetto, quindi anche benefici nei confronti del caregiver, e soprattutto pensare a quelle possibilità che si aprono come reinserimenti lavorativi mirati, appartamenti protetti, vita a domicilio con maggiori opportunità di funzionamento sociale, relazionale e lavorativo», conclude Mencacci.