Sclerosi multipla: le allergie alimentari acutizzano la malattia

L’associazione

Sclerosi multipla: le allergie alimentari acutizzano la malattia

Potrebbe dipendere dalle alterazioni della flora batterica intestinale. Le allergie favorirebbero lo sviluppo di batteri patogeni che producono sostanze neuroattive che agiscono sul sistema nervoso centrale. È una delle ipotesi avanzate sul Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry

di redazione

Un’allergia alimentare può rendere la sclerosi multipla più aggressiva, con recidive più frequenti e maggiori danni ai nervi. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sul Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry condotto su 1.349 adulti con sclerosi multipla che facevano parte del Comprehensive Longitudinal Investigation of Multiple Sclerosis del Brigham and Women’s Hospital. 

I partecipanti avevano fornito informazioni dettagliate sulle reazioni allergiche a cibi, farmaci, polline o altro tra il 2011 e il 2015. 

Il campione preso in esame era composto da 427 persone senza alcuna forma di allergia e da 922 con una o più forme di allergie. Di queste, 586 soffrivano di allergie scatenate da fattori ambientali (polline, polvere ecc..), 238 di allergie alimentari e 574 erano allergici ai farmaci prescritti. I cibi capaci di scatenare reazioni cutanee o respiratorie erano principalmente le uova, i latticini, il grano, la soia, il pesce, i molluschi e la frutta a guscio. 

Le informazioni sulle reazioni allergiche sono state messe a confronto con il numero di recidive subite dai pazienti nel corso dei 16 anni di osservazione, con le immagini delle risonanza magnetica che registravano livello di infiammazione e con la valutazione degli stessi pazienti delle proprie condizioni. 

Dall’analisi è emerso che, rispetto ai pazienti non allergici, le persone con reazioni allergiche ad alcuni cibi mostravano un tasso di riacutizzazione della patologia di 27 volte più alto e una probabilità doppia di avere la malattia in fase attiva. 

Anche le altre forme allergiche sembrerebbero contribuire alla riacutizzazione della sclerosi multipla, ma in misura minore rispetto alle allergie alimentari. 

«I nostri risultati  - scrivono i ricercatori - suggeriscono che i pazienti affetti da sclerosi multipla con allergie hanno una malattia più attiva rispetto a quelli senza, e che questo effetto è potenziato dalle allergie alimentari».  

Gli scienziati avanzano alcune ipotesi per spiegare l’associazione emersa dal loro studio: la chiave potrebbe trovarsi nelle somiglianze tra le anomalie delle risposte immunitarie delle malattie autoimmuni e delle allergie oppure nelle alterazioni della flora batterica provocate dalle allergie alimentari. Sì perché lo squilibrio del microbiota, o disbiosi,  favorisce lo sviluppo di batteri patogeni capaci di produrre sostanze neuroattive che agiscono sul sistema nervoso centrale.  Ancora una volta verrebbe quindi confermato il ruolo cruciale per la salute dell’asse “microbiota-intestino-cervello”. 

È risaputo che all’origine delle sclerosi multipla ci sono fattori sia genetici che ambientali e gli scienziati sono ultimamente sempre più impegnati a studiare gli effetti dell’interazione tra geni e ambiente. 

Le allergie sono da tempo considerate uno dei fattori ambientali che possono innescare e acuire la gravità dei sintomi della sclerosi multipla in persone predisposte geneticamente.  Gli altri fattori di rischio individuati finora dagli esperti sono il sesso femminile, la residenza ad alte latitudini, i bassi livelli di vitamina D, il fumo, le infezioni del virus Epstein-Barr (Ebv) e l’obesità durante l’adolescenza. Questo è il primo studio dedicato in maniera specifica al ruolo delle allergie alimentari nella sclerosi multipla.