Sclerosi multipla. Siponimod ritarda la disabilità e mantiene la capacità di elaborazione cognitiva. Entro fine anno domanda di autorizzazione all’Ema

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Sclerosi multipla. Siponimod ritarda la disabilità e mantiene la capacità di elaborazione cognitiva. Entro fine anno domanda di autorizzazione all’Ema

redazione

Siponimod, farmaco sperimentale di Novartis, somministrato una volta al giorno per via orale in pazienti con sclerosi multipla secondariamente progressiva riduce il rischio di progressione della disabilità e offre un significativo beneficio sulla rapidità di elaborazione cognitiva, funzione che nelle persone affette dalla malattia risulta spesso deteriorata. 

È quanto emerge dai dati derivanti dallo studio di fase III EXPAND presentati al 70° meeting annuale dell’American Academy of Neurology (AAN), che si tiene a Los Angeles dal 21 al 27 aprile 2018.

«L’effetto benefico di siponimod sulla prevenzione della progressione della disabilità – a prescindere dalla riduzione della frequenza delle recidive – dimostra che i pazienti con sclerosi multipla secondariamente progressiva potrebbero trarre benefici da questo trattamento», ha dichiarato Bruce Cree, membro del comitato direttivo dello studio e direttore della ricerca clinica e professore associato presso la University of California San Francisco, School of Medicine. «Si tratta di uno sviluppo promettente, perché molte persone con diagnosi di sclerosi multipla recidivante-remittente (la forma più comune della malattia) sono destinate a sviluppare sclerosi multipla secondariamente progressiva, a causa della quale – senza nuove terapie efficaci – sperimenteranno un graduale peggioramento della disabilità, nonostante l’infrequenza delle recidive».

«Il declino della capacità di elaborare rapidamente le informazioni colpisce più della metà dei pazienti con sclerosi multipla, ed è più grave nella sclerosi multipla secondariamente progressiva rispetto alla sclerosi multipla recidivante-remittente. Questi dati dimostrano che siponimod potrebbe avere un impatto significativo sulla vita quotidiana di questi pazienti», ha affermato Danny Bar-Zohar, Global Head Neuroscience Development, Novartis. «Inoltre, i modelli statistici avanzati utilizzati nelle nuove analisi ci aiutano a capire meglio la relazione tra recidive e disabilità, nonché l’effetto di siponimod su questi parametri. Siamo incoraggiati da queste ultime scoperte, che rafforzano ulteriormente le evidenze cliniche a sostegno di siponimod come nuova potenziale e necessaria opzione terapeutica per la sclerosi multipla secondariamente progressiva».

Novartis ha avviato la domanda di registrazione negli Stati Uniti per siponimod nella sclerosi multipla secondariamente progressiva nel primo semestre 2018. La sottomissione della richiesta di approvazione nella UE è prevista per la fine del 2018.