Scompenso cardiaco: al via due studi per valutare l’efficacia di empagliflozin

Scompenso cardiaco: al via due studi per valutare l’efficacia di empagliflozin

redazione

Valutare l’efficacia di empagliflozin sulla capacità di svolgere attività fisica quotidiana, in persone con scompenso cardiaco, con o senza diabete di tipo 2.

È questo l’obiettivo di due trial clinici di fase III denominati EMPERIAL lanciati da Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly and Company.

Gli studi EMPERIAL seguono gli studi EMPEROR, avviati a marzo 2017.

Mentre questi ultimi riguardano gli esiti di morbilità e mortalità, sul lungo termine, in soggetti con scompenso cardiaco, gli studi funzionali EMPERIAL indagheranno i possibili effetti benefici sulla capacità di svolgimento di attività fisica e sui sintomi dello scompenso cardiaco. 

«I sintomi dello scompenso cardiaco possono ripercuotersi significativamente sulla qualità di vita di chi ne è affetto. Oltre tre quarti dei pazienti, hanno, infatti, difficoltà a svolgere attività di routine», ha commentato Jeff Emmick, presidente, Sviluppo di Prodotto, Lilly Diabetologia. «Al momento le opzioni terapeutiche in grado di migliorare la vita quotidiana di chi convive con lo scompenso cardiaco cronico sono limitate. Siamo ansiosi di vedere se empagliflozin possa contribuire ad affrontare questo bisogno insoddisfatto».