Scompenso cardiaco: l’intelligenza artificiale riconosce i pazienti più a rischio

La previsione

Scompenso cardiaco: l’intelligenza artificiale riconosce i pazienti più a rischio

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Il sistema di intelligenza artificiale giapponese ha calcolato la probabilità di un decesso con un'affidabilità pari al 91%
di redazione

Il pacemaker è necessario o se ne può fare a meno? A rispondere potrebbe essere un sistema di intelligenza artificiale in grado di individuare i pazienti con scompenso cardiaco a rischio di morte per i quali l’impianto del dispositivo sarebbe un salva-vita. L’algoritmo che potrebbe evitare l’esecuzione di interventi costosi e invasivi in pazienti che non ne hanno bisogno, facendo risparmiare soldi ai sistemi sanitari  e disagi ai pazienti, è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori del Kanazawa University Hospital, in Giappone, ed è stato presentato all’ International Conference on Nuclear Cardiology and Cardiac CT (ICNC). 

Lo scompenso cardiaco, o insufficienza cardiaca, è una sindrome che generalmente insorge in seguito ad altre malattie del cuore, come cardiopatia ischemica, infarto, ipertensione arteriosa ed è caratterizzata da affanno a riposo, gonfiore alle caviglie e spossatezza. Ne è colpito l’1-2 per cento della popolazione dei paesi occidentali soprattutto over 65. Nei pazienti con scompenso cardiaco, un’improvvisa aritmia ventricolare può condurre a una morte immediata.  Non è semplice prevedere quali sono le persone più esposte al rischio da indirizzare a una terapia di resincronizzazione cardiaca con un pacemaker o defibrillatore impiantabile, dispositivi costosi e non sempre risolutivi. Individuare le aritmie potenzialmente letali permetterebbe di destinare i trattamenti a chi ne ha necessità. 

Il sistema di intelligenza artificiale realizzato dagli scienziati giapponesi è stato messo alla prova sui dati di 529 pazienti con scompenso cardiaco di cui si conoscevano le cause del decesso. L’algoritmo utilizzando otto variabili associate alla prognosi dei pazienti ha ricavato una formula per individuare le persone più a rischio di morte, riuscendo ad avvicinarsi moltissimo a quanto realmente accaduto.  

Gli otto fattori chiave sono l’età, il sesso, la gravità dello scompenso (classificata in base al livello di limitazione dell'attività fisica in quattro classi), la funzionalità del ventricolo sinistro, la presenza di ischemie, i livelli di concentrazione nel sangue del peptide natriuretico di tipo B, la funzionalità renale e un parametro di imaging nucleare. Nel corso di due anni, nel campione preso in esame, si sono verificati 141 eventi cardiovascolari con 37 aritmie (7%) e 104 decessi dovuti allo scompenso cardiaco (20%).

Il sistema di intelligenza artificiale giapponese ha calcolato la probabilità di un decesso con una affidabilità pari a 0,91, un valore molto vicino all’indice di previsione perfetta che è pari a 1.

I ricercatori sperano di poter arrivare a risultati ancora più precisi in tempi brevi. Basta consentire al sistema di intelligenza artificiale di allenarsi su un numero sempre maggiore di dati.