Lo screening con Tac spirale salva la vita alle persone esposte all’amianto

La conferma

Lo screening con Tac spirale salva la vita alle persone esposte all’amianto

Nei lavoratori esposti all’amianto non solo identifica precocemente i tumori, ma riduce la mortalità
redazione

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Era già noto che in questa popolazione la Tac spirale è in grado di identificare tumori polmonari in stadio precoce. Ora è stato chiarito che questo si traduce in un enorme beneficio clinico per il paziente

Lo screening con Tac spirale, rispetto a una sorveglianza effettuata soltanto con la radiografia toracica, dimezza la mortalità per tumore al polmone nelle persone che sono state esposti all’amianto. 

Sono questi i risultati di uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Udine e dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine e pubblicato sull’International Journal of Epidemiology.

«Si tratta di un risultato che la sanità pubblica internazionale aspettava da tempo ed è stato raggiunto grazie a un paziente lavoro di squadra durato oltre 15 anni», commenta il primo firmatario della ricerca, Fabio Barbone, ordinario di Igiene all’Università di Udine nonché direttore scientifico dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste. 

Il punto di partenza della ricerca è stato uno studio, iniziato nel 2002 e pubblicato cinque anni dopo da ricercatori dell’ateneo friulano sull’efficacia dello screening con Tac a basso dosaggio di radiazioni per rilevare il cancro del polmone in fase precoce nei lavoratori esposti all'amianto. Lo studio, che aveva coinvolto 1.000 persone esposte all'amianto iscritte al “Programma di sorveglianza sulla salute professionale di Monfalcone” e residenti in Friuli Venezia Giulia, ha dimostrato che lo screening con Tac spirale identificava un certo numero di tumori polmonari in stadio iniziale.

La nuova ricerca è partita da questo risultato per cercare di capire, nello stesso campione di popolazione, se l’identificazione precoce con Tac spirale dei tumori si traducesse in un risultato concreto in termini possibilità di guarire dalla malattia. E dunque in una minore mortalità nelle persone sottoposte allo screening. 

I ricercatori hanno confrontato la mortalità dei  partecipanti allo studio del 2002 con quella di un campione di altrettante persone esposte all’amianto che però non avevano partecipato allo studio. Seguendo queste persone dal 2002 al 2011 si è scoperto che la mortalità per cancro del polmone del primo gruppo era ridotta del 59% rispetto a quelli del secondo gruppo. 

«Il fatto che un’idea pionieristica, sviluppata nel 2002, ci abbia condotto a questo risultato è certamente gratificante», dichiara Gianpiero Fasola, direttore dell’Oncologia di Udine che aveva coordinato il primo studio sull’utilizzo della Tac spirale. «Credo però che la cosa più importante sarebbe ora valutare come utilizzare questi dati nell’ambito di programmi pubblici di prevenzione che dovrebbero essere orientati a soggetti che siano contemporaneamente esposti all’asbesto e forti fumatori».