Sempre più bimbi soffrono di disturbi neuropsichici

Psichiatria

Sempre più bimbi soffrono di disturbi neuropsichici

di Sabrina Valletta

I disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono in aumento, ma i servizi scarseggiano. Ad essere colpito da autismo, epilessia, depressione o disturbo del linguaggio, dislessia o disabilità intellettiva, paralisi cerebrali infantili o sindromi genetiche rare, è un bambino/adolescente ogni 5, ma benché nella maggior parte delle situazioni un trattamento precoce e tempestivo può modificare la prognosi, meno di 1 bambino/adolescente su 4 riesce ad accedere alle cure di cui ha necessità. A denunciarlo è Antonella Costantino, il nuovo presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia) e direttore dell’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e dell’Area omogenea salute mentale, Dipartimento di Neuroscienze e salute mentale Fondazione Irccs “Ca’ Granda”, ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

L’esperta ricorda che a fronte di una popolazione complessiva sofferente di circa 3,6 milioni unità, si stima che non siano più di 600.000 gli utenti dei servizi pubblici di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Negli ultimi 10 anni, poi, il numero dei pazienti seguiti dai servizi di Neuropsichiatria infantile e adolescenziale è quasi raddoppiato (+5 per cento di nuove richieste all’anno dal 2004 ad oggi), mentre il numero degli operatori continua a diminuire (-10 per cento solo nell’ultimo anno). Il risultato è che ogni utente riceve sempre meno interventi, e le famiglie devono ricorrere sempre di più al privato, con costi rilevanti che in tempi di crisi economica sono sempre meno in grado di sostenere.

«Si tratta di gravi problemi che Sinpia ha anche segnalato in un documento inviato recentemente al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin», ricorda Costantino. «L’Italia ha ottimi modelli e buone normative, però non sempre applicate, e vi sono ampie disuguaglianze intra e inter-regionali. A fronte di Regioni nelle quali è stato creato negli anni un adeguato sistema di servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza ed è sostanzialmente garantita ai bambini e alle famiglie la presa in carico e la terapia, ve ne sono molte altre nelle quali mancano le strutture. In particolare, mancano i reparti per i ricoveri e le strutture semiresidenziali e residenziali terapeutiche, nonché a volte anche gli stessi servizi territoriali e/o il personale, o non sono comunque previste tutte le figure multidisciplinari necessarie per i percorsi terapeutici».