Sindrome dell’intestino irritabile: l’ipnosi può dare sollievo

Lo studio

Sindrome dell’intestino irritabile: l’ipnosi può dare sollievo

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Funzionano le sedute individuali, quanto quelle di gruppo. L’ipnositerapia potrebbe aiutare i pazienti a gestire meglio i sintomi. È quanto suggerisce il più ampio trial clinico randomizzato sui benefici dell’ipnosi per i disturbi addominali
di redazione

Curare la sindrome dell’intestino irritabile con l’ipnosi. Lo suggerisce uno studio appena pubblicato su Lancet Gastroenterology & Hepatology condotto su 354 adulti. I partecipanti affetti da sindrome dell’intestino irritabile,  tra i 18 e i 65 anni, avevano iniziato un percorso terapeutico presso 11 centri ospedalieri dei Paesi Bassi tra il 2011 e il 2016. I pazienti reclutati per il trial sono stati divisi in modo casuale in tre gruppi: il primo (150 pazienti)  è stato sottoposto a sedute di ipnositerapia individuale di 45 minuti per due volte alla settimana per sei settimane, il secondo (150) a ipnositerapia di gruppo dell stessa durata e frequenza e il terzo in veste di gruppo di controllo (54 pazienti) ha ricevuto consigli sulla gestione della patologia. 

Le sedute di ipnosi erano condotte da psicologi esperti della tecnica. Ai pazienti veniva suggerito di visualizzare immagini positive mentre ricevevano indicazioni su come gestire i sintomi della malattia per ridurre la sensazione di dolore e di disagio. I più diligenti potevano poi proseguire il training a casa propria servendosi di un Cd programmato per facilitare l’auto-ipnosi, con sedute da 15-20 minuti.

I ricercatori hanno valutato le condizioni di salute dei partecipanti all’inizio del trial e successivamente dopo 3 mesi e dopo 9 mesi dall’ultima seduta. Ai pazienti è stato chiesto di valutare nelle tre diverse occasioni l’intensità dei sintomi, la qualità di vita, l’impatto psicologico della malattia, i costi delle cure, le assenze al lavoro. 

Dopo tre mesi, le persone che avevano partecipato a sedute di ipnosi, individuali o di gruppo, stavano meglio delle altre. Più che agire sull’intensità dei sintomi, l’ipnosi sembrerebbe avere aiutato i pazienti a convivere meglio con la malattia evitando di farsi travolgere dai disturbi e dalle preoccupazioni.

Più precisamente: si sentiva meglio il 40 per cento dei pazienti del primo gruppo, il 33 per cento del secondo e solamente il 17 per cento del terzo. 

I benefici dell’ipnosi duravano fino a 9 mesi dall’ultima seduta e venivano assicurati tanto dalle terapie individuali e che quelle di gruppo. Nel complesso l’ipnosi è stata ben tollerata. 

«Il nostro studio indica che l’ipnositerapia potrebbe essere considerata una buona opzione terapeutica per i pazienti con sindrome dell’intestino irritabile, indipendentemente dalla gravità dei sintomi e dal tipo specifico di malattia-  afferma Carla Flik del Centro medico universitario di Utrecht, Paesi Bassi, che ha guidato la ricerca - È anche interessante osservare che l’ipnosi di gruppo è efficace quanto le sedute individuali, il che potrebbe indicare la possibilità di trattare più persone a costi inferiori, ma ciò dovrebbe essere confermato in ulteriori studi. Quel che colpisce di questi risultati è la misura in cui la percezione del paziente della propria malattia ha un effetto sulla sofferenza e che la percezione dei sintomi sembra essere importante quanto l’effettiva gravità dei sintomi». 

Lo studio, il più ampio trial clinico randomizzato sull’impatto dell’ipnosi sulla sindrome del colon irritabile, lascia però irrisolte alcune questioni come per esempio il numero di sedute necessarie per ottenere un effettivo beneficio. Gli autori dello studio, inoltre, temono che l’impatto dell’ipnosi emerso nel loro lavoro possa essere stato sottostimato dato il numero esiguo di sedute a cui sono stati sottoposti i partecipanti e l’alto tasso di abbandono della terapia (22 nel gruppo delle sedute individuali, 22 in quelle di gruppo e 11 nel gruppo di controllo). Potrebbe darsi che in altre condizioni, aumentando la quantità di sedute ed evitando le defezioni, si sarebbero ottenuti risultati più evidenti. Sarà compito di studi successivi verificarlo.