I sintomi dell’asma peggiorano? Potrebbe dipendere dai batteri “cattivi” delle vie aeree superiori

Il legame

I sintomi dell’asma peggiorano? Potrebbe dipendere dai batteri “cattivi” delle vie aeree superiori

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Se la scoperta fosse confermata in studi più solidi, potrebbe porre le basi per un approccio terapeutico completamente nuovo alla malattia
di redazione

Batteri buoni contro batteri cattivi. E dall’esito del conflitto dipende la nostra salute. La storia si ripete ma questa volta al di fuori dell’intestino. Secondo un gruppo di scienziati della Washington University School of Medicine di St. Louis il tipo di batteri presenti nelle vie aeree superiori (naso, laringe e faringe) è associato alla severità dei sintomi dell’asma nei bambini. Quando a prendere il sopravvento sono stafilococco, streptococco o moraxella la qualità del respiro peggiora, mentre se a prevalere sono corynobaterium e dolosigranolo le condizioni di salute migliorano.

Per ora la scoperta annunciata su Nature Communications è ferma al gradino del “forte sospetto” che, nella scala dell’attendibilità, viene subito prima della “dimostrazione certa”. Ci sono cioè prove convincenti di una forte associazione ma non c’è ancora la pistola fumante per decretare un legame di causa ed effetto. Per arrivare a tanto bisognerebbe avviare delle sperimentazioni cliniche per osservare come si comporta l’asma dei bambini quando viene alterato il tipo di batteri ospitati nelle vie aeree. Potrebbero venirne fuori nuove possibilità terapeutiche per i tanti bambini affetti dalla malattia respiratoria con sintomi da lievi a moderati.

«Si avverte un bisogno urgente di sviluppare migliori terapie per l'asma per questi pazienti. Sebbene il nostro studio non sia in grado di dimostrare il nesso di causalità, solleva questioni interessanti sulle quali abbiamo intenzione di indagare. Se in qualche modo introduciamo nelle vie aree dei pazienti i batteri potenzialmente buoni, avrebbero un miglioramento? Siamo intenzionati a valutare la possibilità di alterare deliberatamente il microbioma delle vie aeree per ridurre il rischio di peggioramento dei sintomi dell’asma», ha dichiarato Avraham Beigelman, professore associato di pediatria presso la Washington University, autore senior dello studio. 

I sospetti sul ruolo del microbioma delle vie aree nell’acutizzare o alleviare i sintomi dell’asma è emerso da uno studio condotto su 214 bambini tra i 5 e gli 11 anni con asma da lieve a moderata. Lo scopo della sperimentazione era tutt’altro, ovvero valutare l’efficacia di un elevato dosaggio di cortisone (cinque volte superiore a quello tradizionale) ai primi segnali di peggioramento del respiro. Il risultato, lo diciamo per completezza di informazione, non legittimava il ricorso a un bombardamento tanto massiccio con il potente farmaco antinfiammatorio. Ma il dato rilevante in questa sede è un altro: durante il trial clinico i ricercatori avevano raccolto campioni di muco dalle vie aree dei partecipanti per studiarne la composizione microbica. I prelievi erano stati effettuati nei momenti migliori e peggiori della malattia, per cogliere le differenze del microbioma nelle due opposte condizioni di salute.

Le analisi di laboratorio hanno effettivamente mostrato, come abbiamo detto, scenari diversi a seconda dei casi: prevalenza dei batteri buoni in periodi di remissione e dei batteri cattivi nelle condizioni cliniche più acute.  In questa prima fase esplorativa, i ricercatori hanno raccolto anche altri indizi preziosi sul rapporto tra batteri delle vie aeree e asma. Per esempio hanno osservato che un repentino cambio di proporzioni tra batteri buoni e batteri cattivi, con l’improvviso sopravvento dei secondi sui primi, aumenta considerevolmente le probabilità di peggioramento dell’asma. Quando i batteri del genere moraxella diventano predominanti rispetto a corynebacterium e dolosigranulum i piccoli pazienti asmatici possono prepararsi a un acutizzazione dei disturbi. 

Per approfondire questi risultati, ma soprattutto per arrivare a proporre un nuovo approccio terapeutico, i ricercatori hanno annunciato di avere in programma una sperimentazione sui topi che dovrebbe permettere di scoprire l’effettivo impatto batteri sull’andamento dell’asma con una chiara indicazione della causa e dell’effetto.