La sinusite cronica aumenta il rischio di depressione e ansia

L’associazione

La sinusite cronica aumenta il rischio di depressione e ansia

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La rinosinusite compromette la qualità di vita provocando dolori intorno agli occhi, mal di testa, difficoltà a respirare e a percepire gli odori e i sapori.
di redazione

Sarà la stanchezza dovuta alle difficoltà a respirare o forse il mal di testa frequente. Oppure, è possibile che l'infiammazione dei seni paranasali provochi il rilascio di sostanze che hanno effetti sul cervello. Fatto sta che, secondo uno studio  pubblicato su Jama Otolaryngology Head & Neck Surgery, chi soffre di rinosinusite è più esposto al rischio di sviluppare depressione e ansia. 

Lo studio è uno dei più ampi di questo tipo: ha valutato più di 16mila pazienti coreani in trattamento per rinosinusite cronica tra il 2002 e il 2013 confrontandoli con 32mila persone senza l’infiammazione dei seni paranasali. Sono stati presi in esame solamente i casi con diagnosi certe effettuate dagli specialisti delle due condizioni, otorinolaringoiatri e psichiatri.

Entrambi i gruppi sono stati monitorati per un periodo di 11 anni. Ebbene, dall’analisi dei dati è emerso che i pazienti con sinusite cronica hanno più del 50 per cento di probabilità in più di sviluppare depressione e ansia rispetto agli altri. Ai fini dello studio, i ricercatori hanno definito “rinosinusite cronica” le infiammazioni dei seni paranasali in corso da più di 12 settimane, una condizione in grado di compromettere la qualità di vita provocando dolori intorno agli occhi, mal di testa, difficoltà a respirare e a percepire gli odori e i sapori. La sinusite cronica può manifestarsi in due forme, con polipi nasali o senza: la prima è solitamente più grave della seconda. Inaspettatamente però, i pazienti più esposti al rischio di depressione erano quelli privi di polipi nasali (5.400 pazienti del campione coinvolto nello studio).

Gli scienziati hanno infatti calcolato che le persone affette da rinosinusite cronica con polipi avevano il 41 per cento di probabilità in più di ammalarsi di depressione e il 45 per cento di probabilità in più di soffrire di ansia rispetto alle persone senza sinusite. Alle persone con sinusite senza polipi nasali va peggio: il rischio di depressione aumenta del 61 per cento e quello di ansia del 63 per cento. 

«Questo studio osservazionale suggerisce che la rinosinusite cronica è associata a una maggiore incidenza di depressione e ansia. E più precisamente, i risultati di questa analisi indicano che i pazienti senza polipi nasali mostrano un maggior rischio di sviluppare depressione e ansia rispetto a quelli con polipi nasali», scrivono gli autori nelle conclusioni. Non è chiaro se la sinusite possa causare la depressione oppure se la depressione e l’ansia amplifichino i sintomi della depressione.

Secondo i ricercatori l’infiammazione delle mucose dei seni paranasali potrebbe provocare il rilascio di alcuni neurotrasmettitori che influiscono sulla funzione cerebrale contribuendo a causare disturbi psichici in persone con una predisposizione genetica. 

Ma la natura osservazionale dello studio non permette di dimostrare che la sinusite sia la causa diretta della depressione o dell’ansia e consente solo di mettere in evidenza un’associazione tra i diversi disturbi. Non si può escludere che i risultati siano stati condizionati anche da altri fattori come lo stile di vita delle persone coinvolte nello studio, il fumo, il consumo di alcol o un elevato indice di massa corporea.

Nonostante questo, i ricercatori sono convinti che il loro studio per l’ampiezza del campione, la durata del periodo di osservazione, la certezza delle diagnosi e  l’evidenza dei risultati sia degno di essere preso in considerazione per mettere a punto strategie di prevenzione della salute mentale. Trattare in modo efficace un’infiammazione nasale può infatti ridurre il rischio di depressione o ansia nei pazienti. 

«Questo studio fornisce nuove informazioni sugli effetti della sinusite cronica sui problemi di salute mentale. I medici devono essere consapevoli delle potenziali comorbidità osservate nei pazienti con rinosinusite cronica e fornire una terapia per ridurre il rischio di depressione e ansia in questi pazienti», raccomandano gli autori dello studio.