Sostituire la valvola aortica senza protesi: al Monzino i primi interventi in Italia

Chirurgia

Sostituire la valvola aortica senza protesi: al Monzino i primi interventi in Italia

di redazione

Al posto delle protesi animali, il tessuto del paziente. La nuova tecnica chirurgica per la sostituzione della valvola aortica è stata eseguita con successo su due pazienti del  Centro Cardiologico Monzino. «Questa tecnica rappresenta un’enorme innovazione nel campo delle sostituzioni valvolari aortiche», commenta Gianluca Polvani, responsabile dell’U.O. di Cardiochirurgia II, che ha operato i pazienti insieme al cardiochirurgo Shigeyuki Ozaki, inventore dell’innovativa tecnica.

La nuova procedura permette di creare dal pericardio, la membrana che avvolge e protegge il cuore, tre nuovi lembi aortici che, una volta impiantati sull’anello aortico del paziente, si comportano esattamente come i lembi originari: «Durante l’intervento - spiega Polvani - viene prelevato un segmento di pericardio dal paziente e, con un’apposita sagoma, da esso si ricavano tre nuovi lembi, misurandoli con estrema precisione sulla morfologia della valvola aortica del paziente. I nuovi lembi valvolari vengono dunque “cuciti” sull’anello aortico per creare una nuova valvola. Al termine della procedura le immagini ecocardiografiche mostrano un perfetto movimento dei lembi valvolari e la totale assenza di insufficienza aortica». 

La “Ozaki tecnique”, dal nome del chirurgo giapponese che l’ha inventata, è stata eseguita fino a oggi su oltre 1.500 pazienti, dimostrando che i lembi di pericardio autologo, vale a dire appartenente al paziente stesso, hanno una durata esattamente sovrapponibile alle migliori protesi animali attualmente utilizzate. L’assenza di tessuto eterologo fa ipotizzare inoltre che la valvola sostituita secondo questa tecnica non andrà incontro ai consueti fenomeni degenerativi che caratterizzano le protesi valvolari.

«Inoltre - commenta Polvani - trattandosi di tessuto del paziente, questo tipo di sostituzione valvolare non corre il rischio di scatenare eventuali reazioni immunitarie».

Già conosciuta e utilizzata negli Stati Uniti, soprattutto alla Cleveland Clinic dell’Università di Pittsburgh e al Boston Children Hospital, con i due interventi del Monzino la tecnica viene per la prima volta eseguita anche in Europa. 

«In Europa - ha dichiarato Shigeyuki Ozaki  tra le numerose strutture di prestigio dove sono stato invitato, ho scelto come centro di riferimento della “Ozaki technique” il Centro Cardiologico Monzino, per la sua eccellente scuola di cardiochirurgia. È stato per me un enorme piacere e un onore operare i primi pazienti europei al Monzino insieme a Gianluca Polvani: gli interventi sono riusciti con grande successo e soddisfazione di tutta l’équipe». 

Il Monzino diventerà il Centro di riferimento per la formazione dei chirurghi che vorranno sviluppare la tecnica.

«Mi entusiasma – conclude Polvani – poter insegnare, insieme a Ozaki, ai colleghi questa nuova procedura, che promette di rendere la sostituzione della valvola aortica non solo più efficace e più duratura, ma anche sempre meno invasiva e meno rischiosa per i pazienti».