"Spalla congelata": guarire grazie all’ormone della gravidanza

La terapia

"Spalla congelata": guarire grazie all’ormone della gravidanza

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La spalla congelata si distingue dalle altre malattie della spalla perché il paziente ha difficoltà nei movimenti del braccio sia attivi, come accade negli altri casi, sia passivi. Neanche un fiosioterapista può far compiere all’arto i movimenti naturali.

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La spalla congelata si distingue dalle altre malattie della spalla perché il paziente ha difficoltà nei movimenti del braccio sia attivi, come accade negli altri casi, sia passivi. Neanche un fiosioterapista può far compiere all’arto i movimenti naturali.
di redazione

Un dolore improvviso alla spalla, il braccio è bloccato, è impossibile muoverlo. È la sindrome della “spalla congelata” o capsulite adesiva, una forma di artrofibrosi che colpisce nove milioni di persone solamente negli Stati Uniti. Le uniche terapie attualmente disponibili puntano a ridurre il dolore, ma non eliminano il problema alla radice. Ora un gruppo di ricercatori dell’Università di Boston e del Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) ha scoperto che una serie di iniezioni di relaxina, l’ormone prodotto dalle donne durante la gravidanza, direttamente nell’articolazione può restituire la mobilità completa della spalla. 

Le patologie della spalla sono varie: la spalla congelata o capsulite adesiva, provocata da un ispessimento e rigidità del tessuto connettivo intorno all’articolazione, si distingue dalle altre malattie perché il paziente ha difficoltà nei movimenti del braccio sia attivi, come accade negli altri casi, che passivi. Anche un esperto fiosioterapista, per intenderci, non riesce a far compiere all’arto i movimenti naturali.

L’idea di indagare gli effetti terapeutici della relaxina è venuta al chirurgo ortopedico Edward Rodriguez del Beth Israel Deaconess Medical Center, tra gli autori dello studio  pubblicato su Proceedings of the National Academies of Sciences. Lo scienziato era rimasto sorpreso dal fatto che alcune delle sue pazienti affette da capsulite adesiva mostravano evidenti miglioramenti una volta rimaste incinte. 

Così, in collaborazione con gli ingegneri biomedici della Boston University, è stata avviata una sperimentazione dell’ormone della gravidanza nella cura della patologia articolare. 

L’ormone relaxina, presente a livelli bassi tanto negli uomini che nelle donne, aumenta in gravidanza e favorisce l’elasticità dei tessuti   permettendo al corpo della donna di adattarsi ai cambiamenti fisici. 

La relaxina, per esempio, agisce dilatando i vasi sanguigni materni per consentire un maggiore trasporto di sangue senza costringere il cuore a un lavoro extra. 

La nuova originale terapia è stata testata su topi affetti da capsulite adesiva con risultati promettenti. Dopo un ciclo di iniezioni locali, gli animali hanno ricominciato a muoversi senza difficoltà.

«È una scoperta particolarmente interessante perché la risposta al problema era rimasta di fronte ai nostri occhi per tutto il tempo. La relaxina è un composto naturale che si trova in tutti noi», hanno detto i ricercatori. 

Se gli studi sugli esseri umani dovessero confermare i risultati delle ricerche su modello animale, la relaxina potrebbe migliorare notevolmente qualità di vita di milioni di persone affette da artrofibrosi. Il trattamento potrebbe essere utile per ridurre la rigidità dei tessuti connettivi anche di altre articolazioni, come quella del ginocchio per esempio. Tenendo conto che, tanto per dare un’idea dei potenziali beneficiari della terapia, un terzo delle persone sottoposte a chirurgia per lesione del crociato anteriore sviluppano l’artrofibrosi al ginocchio. 

«Anche se sono necessarie ulteriori ricerche, il ricorso a questo ormone della gravidanza come trattamento per l'artrofibrosi potrebbe fornire un'opportunità senza precedenti», conclude Ara Nazarian del Beth Israel Deaconess Medical Center, tra gli autori dello studio.