La spirale per curare il tumore dell’endometrio

La sperimentazione

La spirale per curare il tumore dell’endometrio

Una sperimentazione di fase 2 dimostra che la spirale che rilascia ormoni è efficace per il trattamento dei tumori precoci, ma soprattutto delle lesioni precancerosi. Potrebbe essere una valida alternativa agli interventi chirurgici per le donne che vogliono conservare la fertilità

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Immagine: Sarahmirk, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

La terapia ormonale rilasciata dalla spirale intrauterina (IUD) si è rivelata efficace nel trattamento del tumore dell’endometrio. Lo dimostra uno studio di fase II i cui risultati sono stati presentati al meeting della Society of Gynecologic Oncology. Nei due terzi delle donne con un tumore allo stadio iniziale o con lesioni precancerose la terapia attraverso il dispositivo intrauterino ha ottenuto una regressione completa della patologia. 

Lo studio ha coinvolto 165 pazienti dall’età media di 53 anni con un adenocarcinoma endometrioide allo stadio I (58%), oppure con una iperplasia enodmetriale atipica (42%), che consiste in lesioni precancerose. Tutte le donne avevano un indice di massa corporeo superiore a 30 e il 43 per cento si trovava in pre-menopausa. Le partecipanti sono state divise in tre gruppi: il primo è stato trattato con terapia a base di levonorgestrel somministrata tramite la IUD, il secondo ha ricevuto la stessa terapia ma è stato anche sottoposto a un programma specifico per la perdita di peso, il terzo ha ricevuto la terapia ormonale con la spirale in aggiunta alla metformina, un farmaco anti-diabetico che ha dimostrato un effetto antiproliferativo nel tumore dell’endometrio.

Le donne assegnate al piano dimagrante avevano sottoscritto un abbonamento al programma Weight Watchers per 6 mesi con l’obiettivo di perdere il 7 per cento del peso. La riduzione del peso può infatti incidere positivamente sugli esiti della malattia. 

Dopo 3 mesi dall’inizio dello studio le donne sono state sottoposte al primo controllo medico per verificare le condizioni del tumore. 

Il 25 per cento delle donne che seguivano il programma dimagrante ha raggiunto l’obiettivo prefissato in confronto al 19 per cento di quelle del gruppo di controllo e del 16 per cento del gruppo trattato anche con la metformina. In generale quindi tutte le partecipanti hanno perso peso. 

Un fenomeno inaspettato dato che solitamente le terapie ormonali hanno l’effetto opposto. 

Al sesto mese il tasso di risposta patologica completa (assenza di residuo tumorale) era del 61 per cento nel gruppo trattato con la terapia ormonale tramite IUD, del 67 per cento nel gruppo che aveva seguito anche il programma dimagrante e del 57 per cento per chi aveva ricevuto la metformina in combinazione con la terapia ormonale. 

La terapia ormonale con la IUD ha dimostrato la massima efficacia nelle

donne con iperplasia endometriale atipica: l’82 per cento delle pazienti ha ottenuto una risposta patologica completa.

«Il trattamento standard per il cancro dell'endometrio è l'isterectomia totale, la salpingo-ovariectomia bilaterale con o senza stadiazione chirurgica.  Tuttavia, per due gruppi di pazienti questo è impegnativo: per le giovani donne che desiderano preservare la fertilità e anche per le donne anziane e fragili con molteplici comorbidità mediche che sono a rischio di degenza ospedaliera prolungata, rischio più elevato di eventi avversi correlati alla procedura. Le società mediche, medici e gruppi di pazienti chiedono da tempo opzioni non chirurgiche per questi pazienti, he mentre gli IUD di levonorgestrel sono stati utilizzati in passato in questo contesto, mancavano finora prove solide della loro efficacia», ha dichiarato Andreas Obermair della University of Queensland in Brisbane, Australia, che ha guidato la sperimentazione.