Lo strano caso del paziente che è guarito dal dolore nuotando nell'acqua gelata

Caso clinico

Lo strano caso del paziente che è guarito dal dolore nuotando nell'acqua gelata

Il dolore era comparso dopo un intervento chirurgico e nessuna terapia era stata in grado di lenirlo
redazione

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Nè antidolorifici né fisioterapia davano sollievo. E così un paziente afflitto da dolore dopo un intervento chirurgico ha tentato una strategia insolita: buttarsi a mare in pieno inverno. Strano, ma ha funzionato. E il caso è finito sul Bmj Case Report

Per calmare il dolore post-operatorio le aveva provate tutte, dalla fisioterapia agli antidolorifici. Ma il petto continuava a far male come se fosse stato colpito da un proiettile. L’unica strategia che ha funzionato è stata una nuotata in mare aperto in pieno inverno. 

Il caso del paziente di 28 anni che, per risolvere il rossore facciale, era stato sottoposto a una simpatectomia toracica endoscopica (operazione chirurgica che recide alcune parti del tronco nervoso simpatico) è finito sulle pagine del Bmj Case Reports e potrebbe forse ispirare nuove inusuali terapie per il dolore post-operatorio. 

Con un passato da atleta di triathlon, l’anonimo paziente che ha attirato l’attenzione di due medici inglesi, ha pensato di sfidare il suo dolore facendo quello che nessun medico gli avrebbe mai consigliato di fare: un tuffo in acque gelide.

Ed è stata una buona idea. «Una volta entrato in acqua mi si è aperto un mondo - ha detto il paziente agli autori dello studio - per la prima volta dopo mesi, mi sono completamente dimenticato del dolore e della paura di farmi male quando mi muovevo. Quando sono uscito dall’acqua mi sono accorto che il mio dolore neuropatico era svanito. Non potevo crederci». 

Le ragioni di quella improvvisa guarigione sono diventate argomento di discussione per i medici che hanno descritto il caso su Bmj Case Reports. Le ipotesi sono varie: lo shock improvviso dovuto all’immersione in acque fredde e la paura di annegare potrebbero aver provocato una provvidenziale reazione del sistema nervoso che avrebbe alterato i livelli di percezione del dolore. Oppure: l’elevato numero di stimoli provenienti dalla nuotata in mare avrebbe potuto “distrarre” le terminazioni nervose impedendo così di sentire il dolore. O ancora: la libertà di movimento in acqua potrebbe avere interrotto il circuito del dolore rinforzato dalla rigidità del corpo sulla terraferma. 

I casi singoli non fanno storia e di certo non sono utili per inaugurare nuove terapie. Ma alla medicina servono per produrre nuove ipotesi e avviare ulteriori ricerche.

«Sono necessari ulteriori studi per valutare fattibilità e replicabilità delle nuotate in acque fredde come intervento naturale e  potenzialmente efficace per migliorare la ripresa post-operatoria negli interventi chirurgici più comuni». 

Gli autori dello studio invitano alla prudenza: tuffarsi in mare quando fa freddo non è per tutti, si rischia l’ipotermia e l’annegamento. 

«Tuttavia noi abbiamo osservato un caso di inaspettata, immediata, completa e persistente remissione di una nevralgia intercostale post -operatoria dopo che il paziente ha nuotato in mare in condizioni di freddo evidente». Gli autori escludono che la scomparsa del dolore e il tuffo siano eventi casuali. «Raccomandiamo  - concludono gli autori - un’ulteriore valutazione del nuoto forzato in acque fredde e in natura come una strategia per vedere se l'esito inatteso e positivo può essere replicato. Con la scarsa risposta alla gestione del dolore tradizionale, vi è la necessità di nuovi interventi curativi per il dolore neuropatico postoperatorio e per la ridotta mobilità a esso associata».