Una target therapy combinata per i tumori al cervello aggressivi

La terapia alternativa

Una target therapy combinata per i tumori al cervello aggressivi

Il trattamento con dabrafenib e trametinib ha ottenuto la riduzione del 50 per cento del tumore, nei gliomi di alto e basso grado portatori di una rara mutazione. È la prima volta che delle terapie mirate mostrano dei benefici in tumori così difficili da trattare. Lo studio su Lancet Oncology

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Immagine: NIAID, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Combattere i gliomi prendendo la mira da due prospettive diverse. Una target therapay combinata contro un tipo particolarmente aggressivo di tumore al cervello (glioblastoma) ha ottenuto un beneficio mai raggiunto prima. L’azione congiunta di due molecole che agiscono su due bersagli differenti che appartengono alla categoria dei farmaci mirati , dabrafenib e trametinib, è riuscita a ridurre del 50 per cento i gliomi caratterizzati da una specifica e rara mutazione (v600E del gene Braf) che sono tumori estremamente difficili da trattare. 

L’importante e inedito risultato, frutto del lavoro dei ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute, è stato pubblicato su Lancet Oncology

Su 13 pazienti con glioma di basso grado a cui è stata somministrata la terapia combinata nel corso di un trial clinico di fase 2, 9 hanno visto dimezzare le dimensioni del tumore e in tre casi si è osservata una risposta completa, senza più traccia del tumore nelle immagini della risonanza magnetica. 

La stessa terapia è stata testata su 45 pazienti con glioma di alto grado. In questo caso 15 pazienti hanno ottenuto lo stesso vantaggio e altri 12 un beneficio parziale. 

«È la prima volta che un farmaco mirato ha dimostrato di funzionare nel glioblastoma in uno studio clinico», ha affermato Patrick Wen, direttore del Center for Neuro-Oncology a Dana- Farber e primo autore dello studio. 

I due farmaci usati in combinazione, dabrafenib e trametinib, agiscono entrambi “spegnendo l’interruttore” che alimenta la crescita delle cellule tumorali e lo fanno inibendo molecole differenti.  

I gliomi sono tumori che hanno origine nelle cellule della glia, un gruppo di cellule che regolano lo sviluppo dei neuroni e rappresentano circa l'80 di tutti i tumori cerebrali maligni. Alcuni sono di basso grado a crescita lenta, mentre altri sono aggressivi di alto grado che resistono alle terapie. 

Per ora la terapia combinata ha dimostrato di procurare benefici solo nel caso di tumori cerebrali con la mutazione V600E nel gene Braf. Questa mutazione però è comune ad altri tipi di tumore, tumori delle vie biliari, tumori gastrointestinali, leucemia, mieloma multiplo e quindi c’è la possibilità che la stessa terapia possa funzionare anche in questi casi. 

È quello che sta cercando di scoprire lo studio ROAR, uno studio cosiddetto “basket”, nel quale sono stati arruolati pazienti con differenti tipi di tumore tutti accomunati dalla stessa mutazione. I risultati che si riferiscono ai gliomi pubblicati oggi su Lancet Oncology sono ricavati dal braccio dello studio ROAR dedicato ai tumori del cervello. 

«Dabrafenib più trametinib ha mostrato un'attività clinicamente significativa in pazienti con glioma di alto grado e  glioma di basso grado ricorrente o refrattario positivo alla mutazione BrafV600E e, con un profilo di sicurezza coerente con quello in altre indicazioni. Il test BrafV600E potrebbe essere potenzialmente adottato nella pratica clinica per i pazienti con glioma», concludono i ricercatori.