Tenere in braccio i neonati in terapia intensiva. Ora è possibile grazie ai mini-sensori

La rivoluzione

Tenere in braccio i neonati in terapia intensiva. Ora è possibile grazie ai mini-sensori

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Una nuova tecnologia che sfrutta due cerotti wireless consente il monitoraggio della respirazione, della pressione sanguigna, della saturazione dell’ossigeno e del battito cardiaco
di redazione

L’insegna non lascia dubbi: il reparto è una unità di terapia intensiva neonatale. Ma lo scenario è inusuale. Manca quel groviglio di cavetti che collega i corpi in miniatura dei nati prematuri ai monitor che ne controllano i parametri vitali: respirazione, pressione sanguigna, saturazione dell’ossigeno, battito cardiaco e così via. Nei due ospedali di Chicago, dove si è svolta la sperimentazione che potrebbe rivoluzionare le cure neonatali, la ragnatela di fili elettrici che intrappola i neonati è infatti stata sostituita da sensori wireless. I dispositivi senza fili si sono rivelati altrettanto accurati a raccogliere i dati del tradizionale sistema di monitoraggio. 

La nuova tecnologia è stata testata su un gruppo di bambini delle unità di terapia intensiva degli ospedali Prentice Women’s Hospital e Ann & Robert H. Lurie Children’s Hospital di Chicago e descritta su Science.

I genitori dei 70 bambini coinvolti nello studio hanno potuto prendere in braccio i propri figli assicurandogli il contatto pelle a pelle tanto prezioso per la loro salute fisica e psichica in un moneto così delicato dello sviluppo.

«Sappiamo che il contatto pelle a pelle è così importante per i neonati, specialmente per quelli che sono malati o prematuri. È stato dimostrato che riduce il rischio di complicazioni polmonari, problemi al fegato e infezioni. Tuttavia, quando si hanno fili ovunque e il bambino è legato a un letto, è davvero difficile avere un contatto pelle a pelle», dice Amy Paller, co-autore dello studio. 

Ma i benefici della nuova tecnologia non finiscono qui. I nuovi sensori posizionati sul corpo dei neonati sono estremamente sottili, più morbidi e delicati di quelli tradizionali: realizzati in materiale flessibile bio-compatibile, somigliano alla pelle umana e riducono il rischio di irritazioni rispetto ai cerotti utilizzati attualmente.

Senza l’impedimento dei fili, inoltre, i bambini acquistano una maggiore libertà di movimento che è salutare per la loro crescita. Lo studio, condotto da un team multidisciplinare di fisici, ingegneri, dermatologi e pediatri, ha coinvolto inizialmente 20 bambini, passati poi a 70,  che hanno indossato i sensori wireless in aggiunta a quelli tradizionali in modo tale da poter mettere a confronto i dati raccolti con i due sistemi. 

«Volevamo eliminare il groviglio di fili e fastidiosi cerotti previsti dai sistemi di monitoraggio esistenti e sostituirli con qualcosa di più sicuro, più rispettoso del paziente e più adatto a favorire la relazione genitore-figlio», afferma John A. Rogers, professore ingegneria biomedica e chirurgia neurologica presso la Northwestern University, che ha guidato la ricerca per lo sviluppo della tecnologia.

Ma i vantaggi della nuova tecnologia vanno al di là dell’essere wireless: i nuovi dispositivi permettono infatti di ottenere dati che con il monitoraggio tradizionale non vengono rilevati. Il sistema prevede due sensori posizionati agli estremi del corpo che controllano i segnali vitali (battito cardiaco, respirazione, temperatura). Un sensore è collocato sul petto o sulla schiena, l’altro sul piede,  consentendo così di rilevare la temperatura sia centrale che periferica del neonato e di misurare la pressione sanguigna monitorando in continuazione il percorso del sangue dal cuore al piede.  «Le differenze di temperatura tra gli estremi dell’organismo sono di fondamentale importanza clinica per determinare il flusso sanguigno e la funzione cardiaca. Ed è qualcosa che oggi non viene fatto», ha detto Rogers che ricorda anche che i sistemi attuali per misurare la pressione sanguigna sono invasivi o poco affidabili. 

I dispositivi wireless, inoltre, possono fornire informazioni sugli effetti del contatto pelle a pelle, difficilmente valutabili altrimenti. Continuare a tenere sotto controllo i parametri vitali anche quando i neonati sono tenuti in braccio, aiuta a comprendere meglio l’importanza della vicinanza fisica tra genitori e figli. I sensori sono compatibili con i macchinari della diagnostica per immagini e possono essere indossati anche durante un esame con la Tac o con la risonanza magnetica. 

La tecnologia alla base del nuovo sistema di monitoraggio neonatale è piuttosto semplice e poco costosa. I dispositivi wireless comunicano ai display attraverso un trasmettitore posizionato sotto il materasso della culla  utilizzando le frequenze radio. Il costo del sensore è di circa 10 dollari. Una cifra tale che consente di scegliere se disinfettarlo e riutilizzarlo o semplicemente gettarlo dopo 24 ore e sostituirlo con uno nuovo per escludere qualsiasi rischio di infezione.

Secondo le previsioni dei ricercatori la nuova tecnologia verrà adottata dagli ospedali entro i prossimi due, tre anni. Una parte dei sensori è destinata ai Paesi in via di sviluppo.