Una terapia a base di staminali del cordone ombelicale per lo scompenso cardiaco

La sperimentazione

Una terapia a base di staminali del cordone ombelicale per lo scompenso cardiaco

L’infusione delle cellule per via endovenosa migliora la funzionalità del cuore
redazione

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Nei 12 mesi successivi all’infusione di cellule staminali si è registrato un miglioramento nella capacità del di pompare il sangue. Inoltre non si sono registrati effetti collaterali o forme di rigetto

Curare lo scompenso cardiaco con le cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale. È l’innovativa strategia proposta da un gruppo di ricercatori dell’Universidad de Los Andes di Santiago del Cile che ha appena pubblicato sulla rivista Circulation Research dell’American Heart Association i promettenti risultati di una sperimentazione su trenta pazienti con insufficienza cardiaca. 

«Siamo incoraggiati dai nostri risultati perché potrebbero aprire la strada a una nuova efficace terapia non invasiva per un gruppo di pazienti con un triste destino davanti», ha dichiarato uno degli autori dello studio Fernando Figueroa, cardiologo all'università cilena.

Il trial clinico ha coinvolto 30 pazienti di età compresa tra i 18 e i 75 anni affetti da scompenso cardiaco, la patologia che impedisce al cuore di comprimersi correttamente e di soddisfare l’ideale apporto di sangue a tutti gli organi. La  terapia a base di cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale e iniettate per infusione intravenosa è stata messa a confronto con un placebo. 

La cura sperimentale ha portato una serie di benefici ai pazienti: durante i 12 mesi successivi al trattamento ci sono stati “significativi” miglioramenti - scrivono i ricercatori -  nella capacità del cuore di pompare il sangue. E tutto ciò si è tradotto in una migliore qualità di vita. La terapia, inoltre, ha dimostrato di essere sicura, di non avere effetti collaterali e di non provocare la formazione di alloanticorpi, una reazione frequente nel trapianto di organi e nelle trasfusioni di sangue. 

Nel sangue del cordone ombelicale sono contenute le cellule staminali ematopoietiche, una risorsa preziosa perché in grado di produrre qualsiasi tipo di cellule del sangue, dai globuli rossi ai globuli bianchi e alle piastrine. Questo tipo di cellule si trova anche nel midollo osseo. Alcuni studi precedenti avevano riconosciuto le potenzialità terapeutiche delle staminali ricavate dal midollo per curare lo scompenso cardiaco, ma finora nessuno aveva analizzato l’impatto di una terapia a base di cellule staminali del cordone ombelicale somministrate per via endovenosa. Questo secondo approccio è guardato con molto interesse dalla medicina perché presenta evidenti vantaggi rispetto al primo: le cellule del cordone sono più accessibili, sono disponibili in maggiore quantità perché più facili da donare, non provocano complicazioni e non hanno le implicazioni etiche delle cellule embrionali. 

«Le terapie standard a base di farmaci per lo scompenso cardiaco - spiega il primo firlatario Jorge Bartolucci, cardiologo anche lui della Universidad de los Andes - spesso non raggiungono i target ottimali e i pazienti si trovano costretti allora a ricorrere ad altri trattamenti più invasivi come dispositivi meccanici di assistenza ventricolare oppure a un trapianto di cuore». 

È ancora presto per cantare vittoria, ma  terapia a base di staminali del cordone ombelicale potrebbe rappresentare una futura speranza di cura per i 37 milioni di uomini e donne che nel mondo sono affetti da insufficienza cardiaca.