Trauma cranico: basta una goccia di sangue per rilevare lesioni al cervello

La diagnosi

Trauma cranico: basta una goccia di sangue per rilevare lesioni al cervello

Un nuovo dispositivo permette di evitare la Tac in un terzo dei casi
redazione

tbicheck.jpg

Un nuovo strumento diagnostico potrebbe rivalersi prezioso per pugili e giocatori di football. Basta analizzare una goccia di sangue per scoprire in 10 minuti se la botta alla testa ha procurato danni cerebrali. Immagine: ©Unige

Niente Tac. Per scoprire se un trauma cranico ha provocato lesioni al cervello basterà analizzare una goccia di sangue. Almeno così promette il nuovo dispositivo messo a punto da scienziati dell’Università di Ginevra in collaborazione con gli Ospedali di Barcellona, Madrid e Siviglia. Lo strumento, descritto su PlosOne, rileva il livello di alcune proteine nel sangue indicative di un danno al cervello.

I sintomi dopo un colpo alla testa possono essere allarmanti, ma non sempre corrispondono a lesioni al cervello. Giramenti di testa, la vista che si appanna, vomito o svenimento possono fare pensare al peggio e chi si trova in queste condizioni generalmente finisce al pronto soccorso dove viene sottoposto a una Tac. 

«Ci siamo domandati se fosse possibile isolare alcune proteine la cui presenza nel sangue aumenta in corrispondenza di lievi lesioni da trauma cranico - ha dichiarato Jean-Charles Sanchez del Biomarkers Centre dell’Università di Ginevra - La nostra idea era di trovare un sistema per effettuare un rapido esame che permettesse durante un incontro di box o di football americano, per esempio,  di scoprire se l’atleta può tornare in campo oppure se le sue condizioni richiedono un ricovero in ospedale.  Qualcosa di completamente diverso dalla Tac, un esame che richiede molto tempo e che non può essere svolto ovunque». 

In seguito a un colpo in testa alcune cellule del cervello vengono danneggiate e rilasciano specifiche proteine nel sangue. Gli scienziati hanno messo a confronto gli esami del sangue di persone entrate in ospedale dopo un colpo alla testa che avevano ricevuto una diagnosi negativa con quelli di pazienti che avevano effettivamente subito danni al cervello. Ricorrendo all’analisi proteomica, in grado di verificare la presenza di migliaia di proteine simultaneamente e di osservarne la variazione dei livelli nel sangue, i ricercatori hanno isolato quattro molecole che indicano la presenza di una lesione cerebrale: H-Fabp, interleuchina -10, S100B e Gfap. 

«Abbiamo notato che la sola presenza di H-Fabp rende possibile confermare che non esiste alcun  rischio di lesioni per un terzo dei pazienti ammessi dopo un colpo alla testa - afferma Jean-Charles Sanchez- Il resto dei pazienti dovrà sottoporsi a una Tac per confermare la diagnosi».

Il nuovo strumento diagnostico chiamato TBIcheck consiste nell’analisi di una singola goccia di sangue. Il risultato arriva in dieci minuti: il sospetto di una lesione cerebrale si ha quando i livelli di H-Fabp superano i 2.5 nanogrammi  per millilitro di sangue. 

«Se appare una linea sul display, la persona colpita alla testa deve andare in ospedale per una Tac - spiega Jean-Charles Sanchez -  Se non c'è nulla, può andare a casa tranquillo!». 

Il dispositivo sarà messo in commercio nel 2019 e potrebbe essere utilizzato anche per la diagnosi si ictus e di aneurisma. 

«I biomarker sono una miniera di informazioni sulle condizioni di salute dei pazienti, tocca a noi decifrarle», concludono i ricercatori.