Troppa tachipirina per “curare” l’influenza. Attenzione a fegato e reni

Eccessi pericolosi

Troppa tachipirina per “curare” l’influenza. Attenzione a fegato e reni

Due studi dimostrano l’abuso di paracetamolo in Francia e negli Usa
redazione

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Contro i virus non può fare molto. Può alleviare i dolori e abbassare la febbre, ma non serve a guarire. Eppure durante la stagione influenzale in molti esagerano con il dosaggio del paracetamolo mettendo così a rischio la salute di fegato e reni.

In pillole, in supposte, in gocce, sotto forma di sciroppo, oppure da sciogliere in acqua calda. Il paracetamolo, in tutte le sue numerose versioni, spopola durante la stagione influenzale.

In molti però superano le dosi raccomandate rischiando di danneggiare fegato e reni. È quanto emerge da due indagini, entrambe pubblicate sul British Journal of Clinical Pharmacology, condotti begli Usa e in Francia.

Il primo studio ha coinvolto 14.500 adulti mettendo in luce il disinvolto ricorso al farmaco della popolazione americana. 

Il 6,3 per cento di chi, durante lo scorso inverno, ha fatto uso di acetominofene, venduto  in Europa come paracetamolo, ha esagerato con il dosaggio. A prima vista il valore percentuale potrebbe non sembrare tanto preoccupante ma, dato che milioni di persone assumono il medicinale, si tratta in realtà di numeri considerevoli. 

Il paracetamolo ha un’azione antipiretica, può cioè abbassare la febbre, e possiede proprietà analgesiche, può alleviare mal di testa e mal di gola, ma non è in grado di contrastare i virus responsabili di influenza e raffreddore. 

Eppure durante la stagione influenzale c’è una probabilità del 24 per cento maggiore di superare le dosi raccomandate. 

Esagerare significa aumentare il rischio di danneggiare fegato e reni, soprattutto quando l’assunzione a dosi elevate avviene per lunghi periodi di tempo. 

Gli autori dello studio invitano i pazienti a leggere attentamente il foglietto illustrativo e assicurarsi di non superare le dosi massime indicate per alleviare i sintomi dell’influenza e del raffreddore. 

«Far circolare questo messaggio - ha dichiarato Saul Shiffman della Pinney Associates e della University of Pittsburg, a capo dello studio - è importante soprattutto durante la stagione influenzale quando le persone hanno maggiori probabilità di trattare i sintomi con prodotti a base di paracetamolo, a volte senza conoscere il contenuto di quei prodotti». 

L’abuso di paracetamolo non è un problema solo americano. Un secondo studio condotto sulla popolazione francese tra il 2006 e il 2015 ha dimostrato che la Francia è al primo posto in Europa per il consumo del farmaco. 

Durante il periodo di osservazione l’uso del paracetamolo è aumentato del 53 per cento e dal 2008 in poi l’analgesico-antipiretico, al dosaggio di 1000 milligrammi, è diventato la pillola più consumata del Paese. 

Mentre il consumo del farmaco ad alto dosaggio è più che raddoppiato, la versione più leggera di 500 milligrammi ha subito un calo nelle vendite del 20 per cento. 

«Questo esteso consumo di analgesici che abbiamo documentato - ha spiegato Karima Hider-Mlynarz dell’Agenzia Francese per la Sicurezza dei Prodotti Sanitari, a capo dello studio - solleva preoccupazioni per un uso eccessivo e scorretto del farmaco. Anche se vengono prescritti e  ampiamente usati, nessun farmaco analgesico è privo di effetti collaterali e la dose deve essere sempre rispettata».