Tumore del colon. Dopo tre anni senza segni di malattia si possono allentare i controlli

La possibilità

Tumore del colon. Dopo tre anni senza segni di malattia si possono allentare i controlli

È difficile prevedere la durata della fase “watch and wait” dopo una terapia oncologica. Uno studio su Lancet Oncology suggerisce la possibilità di allentare il monitoraggio nei pazienti con tumore del retto che per 3 anni dalla chemioradioterapia non hanno sviluppato anomalie sospette

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Immagine: U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Chad A. Bascom, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione

La vigile attesa, la strategia del “watch-and-wait”, consiste nel monitoraggio attento di una determinata condizione clinica (spesso un tumore) per poter essere pronti a intervenire non appena emergano delle alterazioni sospette. Il paziente viene, per così dire, “marcato stretto” dai medici che lo sottopongono a frequenti controlli. In molti casi è difficile prevedere per quanto tempo si debba restare sotto osservazione. Ora uno studio pubblicato su Lancet Oncology stabilisce una tabella di marcia per la vigile attesa nel caso di pazienti con tumore del retto senza più segni della malattia (o con risposta completa) dopo una chemioradioterapia neoadiuvante (preoperatoria). 

Chi non mostra segni di recidiva dopo un anno di vigile attesa ha basse probabilità di sviluppare nuovi tumori localizzati o metastasi durante i successivi due anni. I ricercatori suggeriscono quindi la possibilità di allentare i controlli dopo tre anni di monitoraggi frequenti. 

«Il watch and wait è una nuova strategia di gestione nei pazienti con cancro del retto che hanno una risposta clinica completa dopo la chemioradioterapia neoadiuvante. La sorveglianza di questi pazienti è generalmente intensiva, perché la ricrescita del tumore in loco si verifica nel 25 per cento dei pazienti e le metastasi a distanza si verificano nel 10 per cento dei pazienti. Non è chiaro per quanto tempo questi pazienti dovrebbero essere seguiti», spiegano i ricercatori.

Per colmare la lacuna gli scienziati hanno seguito gli esiti della malattia in 793 pazienti sottoposti con successo a chemio-radioterapia pre-operatoria e monitorati per diversi anni. Dopo un anno di controlli senza alcun segnale sospetto la probabilità di non andare incontro a nuovi tumori localizzati per i successivi due anni è dell’88,1 per cento. Se la vigilanza attiva dura tre anni, le probabilità di non sviluppare altri tumori in loco sale al 97,3 per cento. 

I ricercatori sono passati poi a valutare il rischio di metastasi. Le probabilità di avere due anni liberi da metastasi è del 93,8 per cento per i pazienti sottoposti al monitoraggio per un anno. E sale all’ 85 per cento se la vigile attesa è durata tre anni. 

«Questi risultati suggeriscono che l'intensità della sorveglianza attiva nei pazienti con cancro del retto gestiti con un approccio watch-and-wait potrebbe essere ridotta se questi raggiungono e mantengono una risposta clinica completa nei primi tre anni dall'inizio di questo approccio», scrivono gli scienziati nelle conclusioni. 

Lo scopo della vigile attesa è quello di riuscire a diagnosticare una eventuale recidiva in fase iniziale in modo tale da poter garantire trattamenti efficaci. Gli esami di controllo però possono essere fastidiosi e generare ansia nei pazienti. Aumentare l’intervallo di tempo tra un test e il successivo senza mettere a rischio la salute è una possibilità che può essere ben accolta da molti pazienti.